Draghi Kuroda e la kriptonite verde

Le banche di investimento (le varie Goldman Stanley o Deutsche Lynch, per capirci) ci spingono da anni sulla strada di un ottimismo senza dubbi: alla fine, le Banche Centrali otterranno quello che vorranno, perché possono stampare illimitatamente moneta a zero costo, e senza creare alcun tipo di squilibrio nell'economia reale. Da sempre, scriviamo mettendo in guardia gli investitori finali su questo argomento: che è un argomento commerciale, un argomento per vendere, e non il prodotto di uno studio, di una ricerca, di un lavoro su dati. Neppure le Banche Centrali sono sicure di come andrà a finire (e ce lo dicono chiaramente), figurati se lo sa l'analista della mega banca globale ... Questo argomento lo richiamiamo in causa perché una notizia di ieri ci ha detto che il 25% del (mostruoso) debito pubblico giapponese è già stato acquistato dalla BoJ (a fine 2014). BoJ che peraltro, prosegue nelle sue politiche di QE: quindi, la percentuale salirà ancora nel 2015. Stiamo viaggiando verso la "nazionalizzazione" dei mercati finanziari: in futuro, si emetteranno obbligazioni direttamente per la Banca Centrale, che bisogno c'è di un mercato? In questo modo, il debito dei vari soggetti, privati e pubblici, viene a fare capo alla Autorità Monetaria: non esistono più debitori e non esiste più il rischio. Ma al tempo stesso, andrà in asfissia il mercato finanziario: un rischio non teorico, ma molto concreto, sia in Giappone, sia in Eurozona, dove la BCE è ormai l'unico player di alcuni comparti del mercato obbligazionario. O meglio, di quello che era il mercato obbligazionario. Questi dati ci ricordano che Draghi e Kuroda sono essere umani, e non Supermen: non sono onnipotenti ed invincibili, si trovano di fronte limiti non valicabili, e potrebbero anche perdere la partita ed il controllo della situazione. Anche a breve.