Senza alternative, parte 2

Il mercato obbligazionario presenta oggi un livello di rischio come mai in precedenza. Questo è misurato (dal punto di vista del rischio di curva o di "duration") dagli indici di Bank of America Merrill Lynch, che ci dicono che la duration media delle obbligazioni in circolazione oggi è la più elevata di sempre. Per profittare dei rendimenti schiacciati a zero, gli emittenti si sono quindi affrettati ad emettere con le scadenze più lunghe possibili. Ma non basta, perché c'è un secondo rischio altrettanto evidente: i gestori sono costretti ad accumulare in portafoglio una percentuale crescente di titoli a basso rating, per non chiamarli titoli-spazzatura. Scrive oggi Bloomberg: "With the European Central Bank’s fight against deflation pushing yields on almost a third of the euro area’s $6.26 trillion of government bonds below zero, even the most risk-averse investors are taking chances on assets and regions that few would have considered just months ago." Fondi comuni ed investitori individuali sono così costretti a correre tutti nella medesima direzione, annullando ogni criterio di sana e prudente diversificazione. C'è solo da augurarsi che non accada mai quell'incidente che potrebbe spingere tutti a correre verso l'uscita nello stesso momento.