La storia che si ripete?

Circola da un paio di anni questa storia: che bello, i dati (macro e micro) non contano più nulla, non stiamo a perderci tempo, facciamo quello che ci dicono le Banche Centrali e guadagneremo sempre e comunque. Di tutto il resto: chissenefrega. La famosa macchinetta per fare i soldi è stata, finalmente, trovata, e si chiama Draghi (o Kuroda o Bernanke). Bellissimo: peccato però che non sia vero. Nel breve termine, le Banche Centrali riescono ad influenzare i mercati. Nel medio termine, però, faticano ad ottenere i risultati cercati: i dati pubblicati nelle ultime settimane, ad esempio, ed in particolare gli indici Federal Reserve per la manifattura (ieri quello di Filadelfia) sono regolarmente sotto le attese e lo stesso succede per il settore immobiliare fin dallo scorso dicembre. Come reagiranno i mercati se l'economia USA rallentasse già nel primo semestre? Se si ripetesse lo scenario del 2014? Solo un anno fa (e fino a giugno) tutto scommettevano sulla ripresa in Eurolandia e sulla accelerazione degli USA. Peccato che poi la prima ha finito l'anno a zero, e la seconda al 2,2% di crescita degl GDP. A quel punto, potrebbe salvarci solo un altro QE ...

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