Il punto 2016 (parte 7): le materie prime

I nostri portafogli entrano nel 2016 con una posizione LONG di materie prime, proprio mentre sia sui quotidiani sia sulla stampa specializzata si settore si riporta una pioggia di opinioni negative sul comparto delle commodities, e sul petrolio in particolare. Spieghiamo rapidamente la nostra posizione: a differenza di ogni altro tipo di asset, le materie prime hanno anche un valore d'uso immediato. Servono a qualcosa, e non solo a trasferire nel tempo potere d'acquisto. Sono quindi una protezione, uno HEDGE, nelle fasi nelle quali si registra inflazione (aumento dei prezzi delle merci) ma pure deflazione (dei prezzi degli asset finanziari).

Noi di Recce'd riteniamo che nel 2016 ci sia una buona probabilità di vedere un po' della prima (l'inflazione) e parecchio della seconda (deflazione degli asset), e sulla base di questa probabilità che abbiamo utilizzato per le simulazioni, e delle misure di rischio di ribasso (downside risk) per la specifica classe di asset che viene chiamata "commodities", abbiamo preso posizione da tempo, ed abbiamo intenzione di aumentarla nel 2016 se non interverranno stravolgimenti delle economie reali. La nostra visione delle cose si può riassumere con queste parole:

"We had the big party from 2005-2011, and now we are suffering the big hangover. The so-called supercycle was a real anomaly in history, so the upward trend was an anomaly, and the downward trend is also an anomaly."

La "festa è finita" già da anni, per le materie prime, mentre deve ancora finire per le altre classi di asset, e questo genera profili di rendimento e rischio attesi del tutto opposti.