Il punto 2016 (parte 2): le Borse di Eurozona

Il solo, ultimo e residuo, barlume di ottimismo nelle presentazioni fatte a fine anno dalle banche globali di investimento a fine 2015 illumina le Borse di Eurozona. La maggior parte degli argomenti si concentra sulla "ripresa dell'economia" in Europa, accompagnata da una "politica monetaria accomodante": su questi due pilastri dovrebbe appoggiarsi una performance delle Borse di Eurozona "superiore al 10%" nel 2016. Noi di Recce'd non investiremo neppure un centesimo su questi argomenti, che ci sembrano debolissimi e per più di una ragione: 

  1. sono esattamente i medesimi argomenti che sentivamo 12 mesi fa: eppure, solo 4 mesi fa, il risultato di questo investimento era sceso a ZERO e si è poi in parte ripreso grazie a un rimbalzo di fine anno che a noi sembra tutto meno che solido
  2. la ripresa in Eurozona non esiste: quello che fino ad oggi abbiamo visto è solo un miglioramento che non è proporzionale allo sforzo fatto dalla Banca Centrale per creare un "clima di euforia"; il 2015 è la prova che la medicina non funziona: lo dimostrano il GDP, l'inflazione, il credito bancario all'economia, il cambio dell'euro, i rendimenti delle obbligazioni, e le stesse chiusure d'anno delle Borse
  3. la "politica monetaria accomodante" è un argomento che ha stancato, anche i mercati: lo avete visto tutti dopo la riunione dello scorso 3 dicembre; e dopo quella riunione, ogni futuro "annuncio di Draghi" verrà utilizzato dagli operatori come occasione per alleggerire e non per acquistare

Conclusione: come avevamo scritto già a gennaio 2015 (e di sicuro non ce ne siamo pentiti) la Borsa di Eurozona è sicuramente da "giocare" nel 2016, e presenta opportunità di guadagno nel corso dell'anno, ma non "lasciandosi trascinare dal gregge" degli ottimisti per convenienza.