Le banche italiane, due economisti, e il mondo là fuori (parte 2): il caso di JP Morgan

In questo articolo del New York Times di oggi (http://www.nytimes.com/2015/12/19/business/dealbook/jpmorgan-to-pay-307-million-for-steering-clients-to-own-funds.html?emc=dlbkpm&emc=edit_dlbkpm_20151218&nl=%3Fnl%3Ddlbk&nlid=54421736&_r=0) potete leggere di una multa di 307 milioni di dollari che è stata elevata alla più grande banca USA, JP Morgan, perché la sua Rete di vendita, la Rete di financial advisors, ha "orientato" i propri Clienti verso i Fondi della Casa negli anni tra il 2007 ed il 2015. Il New York Times specifica che queste pratiche non hanno interessato soltanto la clientela cosiddetta retail: hanno interessato anche il segmento dei Clienti di maggiori dimensioni, ovvero il segmento del Private Banking:

The agency said that starting in 2007, JPMorgan developed basic investment portfolios, in a program known as the Chase Strategic Portfolio, that automatically invested a significant portion of any money in proprietary JPMorgan mutual funds.

The company developed a similar program for wealthier clients in JPMorgan’s private bank, known as the JPMorgan Investment Portfolio, which funneled money into the bank’s own hedge funds. JPMorgan also gave a preference to outside hedge fund managers who were willing to pay placement fees — or retrocessions — to JPMorgan.

“If a manager declined to pay retrocessions, an alternative manager with a similar investment strategy that would pay retrocessions was typically sought,” the S.E.C. order released on Friday said.

E' un problema noto, e fu denunciato anche da CONSOB in estate (trovate più di un nostro Post in questo Blog): gli uomini della Rete, i financial advisors,  antepongono gli interessi della stessa Rete (leggi: retrocessione di commissioni) a quelli del Cliente che investe. Ne parla oggi il New York Times, che è il quotidiano più autorevole di tutto il pianeta: ed invece, come avete letto nel Post precedente, non ne parlava l'articolo di commento pubblicato ieri dal Corsera. Eppure, la stessa ampiezza della sanzione (circa 300 milioni di euro) ci fa capire quali furono i margini lucrati, in modo illecito, da JP Morgan.

Il fenomeno non interessa, come è ovvio, soltanto JP Morgan: è chiaro che tutte le grandi banche globali, quelle che fino a qui hanno pagato multe miliardarie per avere truffato sui mercati del LIBOR e dei cambi, saranno costrette a pagare adesso anche pesanti sanzioni per questo tipo di pratiche, che riguardano lo asset management, le Reti ed il Private Banking.