FTSE MIB a 20000 e la posizione di Draghi

Il triste finale d'anno dell'indice della Borsa di Milano, lontano dai massimi dell'anno del 20% e sui livelli di fine 2014, è un problema per tutti quegli investitori che si sono lasciati attrare da certi argomenti commerciali ("la nostra visione per le Borse di Eurozona è costruttiva ..."), ma è un problema anche per Mario Draghi, il principale (e forse l'unico) artefice del rialzo di gennaio-marzo che oggi i mercati hanno cancellato. Il mercato ci dice, attreverso i prezzi, che Draghi è poco credibile, e a nostro parere anche nei corridoi di Francoforte le cose per Draghi vanno meno bene. Lo dimostra di certo l'esito della più recente riunione del Consiglio della BCE, ma soprattutto le due dichiarazioni pubbliche della settimana scorsa, con le quali due membri del Board (Nowotny e Mersch) hanno detto, in sintonia fra loro, che i mercato hanno la responsabilità di avere "costruito aspettative assurde" per la più recente riunione della BCE. Notate bene questo punto: i due membri del Board non dicono che i mercati hanno ragione ad aspettarsi sempre di più, e lanciano il messaggio contrario, cioè che quelle specifiche aspettattive (e quindi l'aumento degli importi mensili del QE) erano "una follia". E quindi: anche se Draghi stamattina ripete ancora che "non c'è limite agli strumenti che potremmo utilizzare", ora è chiarissimo che il limite c'è, ed è un limite invalicabile. Il limite è il suo Board.