Un primo sguardo al 2016: cinque domande a cui rispondere subito (parte 4)

Nel terzo Post di questa serie (18 novembre) abbiamo sottolineato che è del tutto inutile, oggi, speculare sul destino 2016 del dollaro, del petrolio, della Borsa USA: al contrario, risulterà decisivo decidere già oggi "come reagisco se mi trovo di fronte agli eventi A, B, oppure C?". La vecchia asset allocation, quella che vi viene ancora oggi proposta da tutte le Reti, in caso di un evento imprevisto vi dirà quasi sempre di stare fermi, perché l'investimento "è di medio termine"; oppure al massimo di "tagliare del 5% l'azionario", come avete visto più e più volte in passato. Noi vi abbiamo mostrato, in un'altra serie recente di Posts (Dal titolo "Ma a che cosa servono?"), che il Nuovo Mondo in cui tutti oggi ci ritroviamo ad investire non ha più nulla in comune con quello degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Siamo e resteremo nel mondo RISK ON RISK OFF, e da qui deriva la necessità per tutti gli investitori di modificare la strategia, insieme con gli strumenti finanziari, insieme con gli interlocutori, i consulenti e gli advisors (ricordate le nostre 5 domande per il 2016?). Ci pare utile puntualizzare ancora su questi temi, prima delle due settimane che vedranno riunirsi la BCE, l'OPEC e la Federal Reserve oltre a una serie di dati macro che sicuramente avranno un impatto visibile sui mercati. Dopo di che inizierà il 2016: anno nuovo, e vita del tutto nuova.