Speriamo che finisca presto prima che sia troppo tardi (parte 3)

Come vi abbiamo già segnalato la settimana scorsa nel nostro daily che si chiama The Morning Brief, la situazione non è affatto chiara in Eurozona, a pochi giorni dalle decisioni di Draghi sul QE: ad esempio, pochi hanno messo in evidenza che i Bund fino a 5 anni “rendono” meno (in realtà in rendimento è negativo) di quanto “paga” (anche qui il rendimento è negativo) la BCE sui depositi delle banche commerciali presso la stessa Banca Centrale. Che senso ha questa cosa? Certamente ha una spiegazione razionale, che aiuta a capire come funziona questo mercato: i prezzi sul mercato non li fanno i sottoscrittori individuali di Bund oppure di BTP in banca, ma li fanno le stesse banche, che proprio grazie alla liquidità regalata dalla BCE hanno fatto crescere gli attivi, ed allo stesso tempo hanno ridepositato lo 80% della liquidità presso la stessa BCE. L'impiego della liquidità creata dal nulla deve per forza  (visto che crediti nuovi non se ne fanno) andare verso i Bund, senza alcun riguardo per i rendimenti, e questa concorrenza spiega i rendimenti negativi al di sotto degli stessi tassi BCE. Il mercato sa che le banche sono costrette a comperare, indipendentemente dal prezzo. Gli investitori finali sono semplici spettatori, e subiscono i danni di questa situazione perché poi si ritrovano questi titoli e questi rendimenti nelle loro GPM oppure nei Fondi Obbligazionari. Il mercato non solo è del tutto distorto, è evidentemente “drogato”: per gli investitori finali, i tassi negativi sono semplicemente un’assurdità (pagare per prestare denaro? chi lo farebbe? a che cosa serve?). Non si riesce proprio a capire con quale senso di responsabilità la BCE voglia accentuare ancora queste distorsioni giovedì prossimo. E poi dovete chiedervi chi pagherà in futuro il prezzo di queste pericolose distorsioni.