Un esempio concreto

Più volte Recce'd ha scritto che non bisogna investire sui mercati finanziari andando dietro ai titoli dei giornali,  telegiornali, e TV dedicate alla finanza: ed oggi siamo in grado di fornirvi un esempio concreto, significativo e recentissimo. I Verbali della Fed pubblicati mercoledì sera sono stati interpretati, in modo unanime, dai media come un segnale che "ci sarà un rialzo dei tassi ufficiali a dicembre". E proprio per questa ragione, hanno stupito molti sia il rialzo della Borsa (Italia esclusa), sia il dollaro USA che è ritornato, giovedì, a 1,0800 (prima di un ennesimo intervento di Draghi, che è poi arrivato venerdì mattina a fare scendere ancora l'euro). La realtà è che, tra gli operatori, l'attenzione si è concentrata su un'altra parte dei verbali, una parte un po' più nascosta: ma è quella, che ha mosso i mercati, e che continuerà a pesare anche nelle prossime settimane. Vediamo di che cosa si tratta, utilizzando un testo di Goldman Sachs, dove si dice che i Verbali includono

a discussion of staff presentations on the concept of “equilibrium” real interest rates (also known as the neutral/natural rate or r*). Consistent with earlier public comments from Fed officials, including Chair Yellen, the staff presentations estimated that the short-run equilibrium real rate was currently around zero. FOMC participants expected the short-run equilibrium real rate to rise over time, “but probably only gradually.” The minutes also suggested that participants’ views on longer-run equilibrium rates may be evolving: “it was noted that the longer-run downward trend in real interest rates suggested that short-run r* would likely remain below levels that were normal during previous business cycle expansions, and that the longer-run normal level to which the nominal federal funds rate might be expected to converge in the absence of further shocks to the economy … would likely be lower than was the case in previous decades.”The staff attributed the lower long-run equilibrium rate to a slower rate of potential growth, a consequence of slower population growth and weak productivity growth.These comments might foreshadow another reduction in the median “longer-run” funds rate projection in the Summary of Economic Projections (SEP) in December.

Tutte queste parole sul tasso "naturale" di interesse che cosa implicano, in pratica? leggiamolo ancora da Goldman Sachs, secondo cui l'analisi del tasso "naturale" di interesse implica che:

that the lower long-run equilibrium rate implies that the near-zero effective lower bound could become binding more frequently. As a result, “several” participants indicated that it would be “prudent” to consider “options for providing additional monetary policy accommodation” should the economic recovery falter.

Eccoci qua! La politica dei tassi a zero "potrebbe diventare vincolante più di frequente". Ecco quindi il segnale espansivo, ovvero accomodante: la Fed continua a muoversi nella direzione di un abbandono delle politiche "non convenzionali", ma prende in considerazione anche i tassi di interesse negativi, "se la ripresa economica dovesse scomparire". Ed ecco che il gionro dopo Bloomberg pubblica un articolo che dice "Central Banks Fight to Ensure Crisis Tools Become the Norm", ovvero che le Banche Centrali stanno per trasformare misure eccezionali nella consuetudine, a cominciare dai tassi a zero.

Federal Reserve officials last month made the same point, saying the policy rate that is likely to keep the economy humming at full employment and stable prices "would likely be lower than was the case in previous decades," minutes from the Oct. 27-28 meeting released Wednesday showed.

Ecco qui lo spunto che ai mercati è sembrato promettere anni di politiche ultra accomodanti: e quindi, "si investe ancora in Borsa, nonostante il P/E a 20,  perché anche in futuro non ci saranno alternative". E qui, di nuovo, noi di Recce'd ci mettiamo su una posizione chiara, forte e del tutto opposta: non si comperano titoli, o assets, per mancanza di alternative, ma solo se, e quando, si crede che in futuro il rendimento di ciò che i titoli rappresentano potrà migliorare. In questo specifico caso, le Banche Centrali pensano ad un prolungamento delle politiche dei tassi a zero proprio per la ragione opposta: ovvero perché prevedono che, in futuro, i rendimenti dell'economia reale saranno in diminuzione e non in aumento. Le implicazioni, per noi investitori in azioni, obbligazioni e valute, dovrebbero essere ovvie. In particolare, prenderemo a prestito due frasi proncuniate giovedì scorso da Peter Schiff:

I think it is still the easy money that is propping up the market…It’s all about cheap money and QE and if we lose that the market’s are going down,” 

“I think it is a very dangerous game the Fed is playing because the I do think the economy is already decelerating…and the Fed still has rates at zero,”