I mercati voltano le spalle a Draghi

Come vedete nel primo grafico qui sotto, gli ultimi annunci di Draghi dall'Isola di Malta (20 ottobre) non hanno scaldato le Borse, anzi al contrario quella di Milano è in calo (la linea blu; in rosso New York, in azzurro Francoforte che però partiva da più in basso per l'effetto VW). Sorprende forse ancora di più il fatto che non si registrano miglioramenti neppure sul fronte dei rendimenti obbligazionari (secondo grafico), anche se il forte peggioramento delle prospettive macro lo giustificherebbe: siamo probabilmente arrivati a fine corsa.  

Questo fenomeno, in chiave 2016, conterà moltissimo: il 2015 come tutti ricordate si aprì proprio nel segno di Draghi, che avrebbe dovuto spingere verso una soluzione son solo i problemi dell'Eurozona, ma anche quelli dell'intero pianeta. Abbiamo visto tutti che non è stato così, Draghi ha semplicemente "congelato" la situazione, "comperato altro tempo", oppure come dicono gli americani partecipato anche lui allo sport dei Banchieri Centrali in questi anni, "to kick the can down the road". Nel 2016 la carta Draghi non potrà più essere spesa in questo modo: nelle presentazioni che circoleranno a gennaio, quel tono euforico non potrà più esserci, e le banche di investimento si troveranno costrette a cercare altri temi.