Il silenzio degli "strategisti"

Notate come, a partire da venerdì, è calata una cappa di silenzio sui mercati finanziari: nessuno degli strategisti più o meno noti si arrischia a dire qualche cosa, a prospettare scenari, ad annunciare grandi occasioni in svendita. Noi di Recce'd di mestiere non facciamo gli "strategisti": la differenza fondamentale sta nel fatto che noi ci prendiamo la responsabilità delle performances, e loro no. Ed è esattamente per questa ragione che, nel silenzio assordante degli strategisti, noi di Recce'd abbiamo fino dallo scorso weekend dato precise indicazioni sui nuovi rischi e sulle nuove prospettive: perché ora che Yellen ha di fronte a sé la strada spianata, è necessario mettere da subito nei modelli di valutazione di tutti gli asset e di tutte le classi il prossimo rialzo dei tassi. Diciamolo subito: non ci sarà una serie di rialzi ravvicinati: ma sarebbe del tutto sbagliato concludere che, per questa ragione, è cambiato poco. Un esempio: il Treasury decennale forse non potrà salire, come rendimento, molto al di sopra del 2,50%, e quindi si muoverà, in assoluto, di poco. Ma non avrà più downside perché chi andrebbe lungo su una curva dei rendimenti ora che sono iniziati i rialzi dei tassi ufficiali? Oppure prendete il petrolio: se il dollaro salirà ancora, potremmo vederlo presto a 30 dollari sul Nymex. Oppure le valute Emergenti: con il dollaro forte, torneranno a crollare come due mesi fa? E soprattutto: con un dollaro così forte, e il denaro un po' più caro, dovremo ritoccare ancora al ribasso gli utili attesi delle Società, e quindi alzare il P/E? Le risposte vanno date oggi, e non, come fanno molti, "a fine mese" oppure "a fine trimestre", perché di certo i mercati non aspettano la fine del mese.