Gestione del portafoglio titoli (parte 6): la vera "flessibilità" e i veri "alternativi"

Abbiamo visto oggi, nel Post precedente di questa serie, che l'andamento dei Fondi Comuni etichettati come Flessibili segue passo per passo l'andamento dell'indice di Borsa di Eurozona: e questo ci riporta con la memoria ai primi tre mesi del 2015, quando noi di Recce'd venivamo accusati di "pessimismo" e trattati quasi come bestemmiatori per i dubbi che allora avevamo espresso sull'efficacia del QE di Draghi. Il solo valore che un gestore può esprimere, a favore del suo Cliente, è proprio quello di sapere affrontare questo isolamento, e vedere al di là del "consenso".

Lo stesso possiamo dire per quelli che una volta venivano chiamati "investimenti alternativi", e che per buona parte sono Fondi di tipo hedge: come vedete bene nel grafico qui sotto, la correlazione fra l'andamento di questi Fondi hedge e l'indice di Borsa S&P 500 è salita fino a superare l'80%, e a questo punto l'investitore finale si trova costretto a pagare commissioni molto elevate per accedere a strategie a scarso valore aggiunto.

I veri "alternativi" oggi sono quelli che sono capaci di superare questo "buon senso comune" e vedere al di là di "quello che dicono tutti". E' solo in questo modo che un gestore può creare valore per il Cliente: ed è così gestire diventa una professione, e non un'attività a tempo perso.