Il momento della verità è molto vicino (parte 5)

Il più recente Post di questa serie risale al 29 agosto: in quell'intervento, come nei precedenti, vi avevamo segnalato che il 2015 costituisce un inevitabile "momento della verità" per le "politiche monetarie non convenzionali", e inevitabilmente anche per tutte quelle Reti di private banking che si sono messe "al gancio" e si sono fatte trainare, vendendo ai Clienti prodotti trappo rischiosi e poco redditizi (per il Cliente). Questo di oggi sarà anche l'ultimo Post di questa serie, perché quel momento della verità è già arrivato, è già qui: prima la decisione della Federal Reserve a metà settembre, e poi il dato dello scorso venerdì 2 ottobre per gli occupati USA, confermano che non c'è più dubbio, il QE non ha funzionato (mai) e le Banche Centrali ora saranno obbligate ad uscirne senza però sapere COME uscirne. Questo è il vero game changer che ci precipita in una fase del tutto nuova. Si tratta di una fase di importanza epocale, carica di incertezze e destinata ad aumentare a dismisura la volatilità dei mercati, in tutti i comparti (azioni, obbligazioni, valute, materie prime). Perché tutti siamo impreparati a questa evenienza, essendo stati per anni come inebetiti dal diluvio di rassicurazioni sulla imminente "accelerazione delle economie": oggi, lunedì 5 ottobre, le Borse rimbalzano perché forse "ci sarà un altro QE", ma non è detto, per nulla, che la solita frase "lower for longer" (riferita ai tassi ufficiali) sia ancora capace di fare salire gli indici di mercato, e la ragione la trovate illustrata in un Post pubblicato la settimana scorsa e dedicato alla risk-neutral revolution. La accelerazione della ripresa purtoppo non ci sarà, e la stessa Fed dubita (Rosengren oggi) che la crescita negli USA possa restare sopra il 2% annuo: ora la storia va riscritta da capo.