Central banking nel 2015 (parte 8): e oltre ...

Dal 23 settembre, più di un mese fa, avevamo messo in stand by questa serie di Post: la posizione di Recce'd è chiara, e dopo un po' anche gli argomenti più importanti stancano. E tuttavia, oggi siamo costretti a ritornare sul tema, perché proprio i banchieri centrali non sanno più rinunciare alle prime pagine dei giornali, né al desiderio di giocare la parte dei Padroni dell'Universo, che hanno il potere di "fare salire i mercati" La nostra posizione è chiara da molti mesi: queste sono solo le code, gli ultimi riflessi condizionati di una stagione che però è già finita: lo sosteniamo da tempo, e per qualcuno si tratta di una posizione "pessimista". Ci ha molto sorpreso in positivo leggere a soli due giorni di distanza dagli ultimi annunci di Draghi queste parole sul Financial Times di oggi (quotidiano non "pessimista"): 

At least in the beginning, QE was all about stabilising financial markets, and driving investors into ever riskier financial products in order to earn any yield at all. But as both the markets and the analysts suggest, QE in the US has now outlived its mission.

While originally QE did help heal financial markets, today it is contributing to volatility and increasing the likelihood of stress in financial markets.

That volatility stems at least partly from the contradiction between easy money today and the reality of tighter money tomorrow. The pace of the dance between risk-on and risk-off is becoming far more frenetic as a result. 

E poi leggere nelle stesse ore anche queste parole di Merrill Lynch (banca di investimento non "pessimista"):

“We see another round of QE as one of the biggest risks to equities, suggesting $4.5tn was not enough to prop up the economy,” adding that they were downgrading prospects both for the stock market and economic growth.

Ed infine leggere queste parole di un gestore di fondi hedge.

“What if there is a QE 4 and the market sells off? (...) There is no ammunition left. The Fed is out of bullets.”

Lo stesso giudizio si può applicare alle parole di Draghi di giovedì scorso. Noi insistiamo ancora: questo è il punto al centro, il pivot intorno al quale tutti i mercati ruoteranno nei prossimi mesi. E vi abbiamo anche illustrato come, secondo noi, andrà a finire. Ora, lo affermano anche tanti altri. Non "pessimisti".

Lasciate perdere i "rimbalzi degli indici" e le "medie mobili": concentratevi sulla sostanza, e confrontatevi con un consulente, un advisor, un promotore, un venditore che sia anche lui in grado di farlo: questa fase di mercato è violenta, e non basta gestire sulla base del "sentito dire".