Il momento della verità è qui ed ora

Scrivevamo in un Post dello scorso 29 agosto che:

Lo scorso 27 luglio scrivevamo, nel terzo Post di questa serie, di un 2015 in cui si sarebbe arrivati ad un giudizio definitivo sulle politiche "non convenzionali": i fatti degli ultimi 30 giorni, poi, hanno molto accelerato questo processo, tanto che dovremmo modificare il titolo della serie di Post in "Il momento della verità è già arrivato". 

Ed infatti eccoci qui: ieri Draghi ci ha regalato uno show di altissimo livello, ripetendo però il copione di gennaio ("faremo non oggi ma poi, e con strumenti nuovissimi"), ed oggi la Banca di Cina annuncia un taglio dei tassi ufficiali che chiaramente è anche un messaggio ai mercati valutari (yuan). La settimana prossima avremo prima la Fed e poi la Bank of Japan: e sui mercati ci si attende un vero e proprio diluvio di affermazioni dovish , accomodanti , concilianti, rassicuranti. Perché questo è il momento della verità? Perché scompare ogni riferimento alla "crescita". Fino allo scorso gennaio, le iniziative delle Banche Centrali puntavano alla "accelerazione della crescita", oggi non ne parla più nessuno (neppure Draghi, ieri contentissimo dello 0,3% di crescita trimestrale tra aprile e giugno 2015). Se non accelera la crescita, non aumenta la ricchezza reale futura, e quindi il fatto che oggi aumentino i prezzi degli assets (azioni ed obbligazioni) è solo un frutto dell'euforia, questo è un fatto acquisito. Perché è il momento della verità? Perché se accadesse, come è accaduto solo qualche mese fa in Eurozona prima ed in Cina poi, che i mercati finanziari si rivoltano e tolgono la fiducia alla BCE oppure ad un'altra Banca Centrale, quella sarà la rivolta definitiva. Draghi ha scelto di giocarsi il tutto per tutto: e purtroppo tutti noi investitori siamo costretti a questo gioco.