Che fine ha fatto il bazooka? (parte 2) La grande ritirata

Noi di Recce'd ne abbiamo scritto fin da gennaio, ed i nostri Clienti hanno visto come i nostri portafogli modello ne hanno beneficiato in termini di risultati. E ne abbiamo scritto anche ieri, a proposito della Borsa italiana. Quello che vogliamo segnalare oggi è che è iniziata la Grande Ritirata: quasi tutti quelli che a gennaio pompavano i mercati scrivendo del "bazooka di Draghi" oggi sono impegnati nella Grande Ritirata, fatta di imbarazzanti "si ... mah ... beh ... lo dicevo io": le stesse banche di investimento, le grandi banche globali svizzere, americane, francesi, inglesi, ora scrivono che le Banche Centrali sono a corto di munizioni e che la politica monetaria non è efficace. A puro titolo di esempio (tra cento possibili) vi facciamo leggere ciò che solo ieri ha scritto Deutsche Bank:

To stay here [at zero], I believe, would be a mistake of historical proportions. They should have done it [raised interest rates] already. You may think that is an arrogant statement, but remember central banks make mistakes. If I had told you in 2003 that Greenspan was wrong, you would have said that was an arrogant statement, but he was wrong. If you go back to 1925 just when we're back on the gold standard, a huge mistake. So we shouldn't be afraid to say central banks make mistakes and I think this has been a fundamental mistake. They should have gone significantly before to remove that uncertainty, to allow Capex to develop, and to just take that big uncertainty out of the system. 

Ancora più chiaro è stato questa mattina il Wall Street Journal, con le parole che riportiamo qui sotto al fondo. Noi investitori e gestori, però, non possiamo accontentarci della chiarezza: noi siamo costretti a guardare sempre avanti, al passo successivo. Il problema di Draghi, e degli altri banchieri centrali, oggi non è più quello di riconoscere il fallimento, ma è un altro: come uscirne? E qui la questione si fa molto delicata, perché (come sa bene Yellen) togliere il gas che ha gonfiato il palloncino rischia di avere effetti poco controllabili. Certo, come abbiamo detto più volte anche noi nel Blog, se fosse arrivata l'accelerazione della ripresa economica, tutto si poteva spiegare e giustificare. Ma quello che vediamo nel 2015 è l'opposto, le economie del globo vanno verso il rallentamento. La ricetta di Recce'd la conoscete già: c'è troppo debito che non è ricchezza reale, ricchezza economica, ma è solo ricchezza sulla carta, una ricchezza fasulla: questo debito è un macigno pesantissimo sulle spalle delle economie, e in una buona parte andrà, prima o poi, distrutto. E' il solo modo per riportare l'equilibrio tra i prezzi degli assets e i prezzi dei beni. Una parte degli investitori dovrà sentirsi dire di avere investito male, anzi molto male, andando dietro ai consigli di un certo "consenso".

It boosts asset prices. It weakens the exchange rate. It bails out the banks. Whether central banks should launch programs of quantitative easing is still hotly debated, and so is the size and timing of those injections of cash into the economy. Even so, just about everyone is signed up to the view that those are the consequences. After all, it is what has happened in the countries where it has been tried.

But here is an odd thing. In the eurozone, it turns out to be wrong. The European Central Bank launched a massive blast of QE in March this year. And what has happened since then? Soaring equity prices? Afraid not. A weaker euro? Nope, not that. A stronger banking system? Not much sign of that either. Indeed, the interesting thing about eurozone QE is that is has so far had a negligible impact on anything.

That has two consequences — and neither of them are very comforting. The ECB is going to have to try something else to finally inject some life into its flatlining economy. And other central banks are going to be a lot more anxious about fresh rounds of QE after observing just how ineffective it has been in Europe.