Gestione del portafoglio (parte 9): come "comperare tranquillità"

Nelle ultime otto sedute (al venerdì 9 ottobre) le Borse di tutto il mondo hanno messo a segno uno spettacolare rimbalzo: in qualche caso "il più ampio dal 2011". Va subito detto però che, nel trimestre finito a settembre, le stesse Borse hanno in molti casi fatto segnare "il più grande ribasso dal 2011". Molti investitori sono frastornati, per non dire impauriti: e cercano una soluzione che li metta al riparo. Cercare un riparo oggi non è semplice: con le Borse "ai massimi di tutti i tempi", i tassi sulle obbligazioni "ai minimi di tutti i tempi", il debito accumulato che è anche lui "ai massimi di tutti i tempi", è facile prevedere che la volatilità andrà aumentando, anche e soprattutto nei periodi brevi. E adesso, che sappiamo che per l'ennesima volta le economie non crescono come si sperava a gennaio, siamo tutti costretti ad affrontare il rischio di un rallentamento globale (per non usare quella parola con la "R"). Che fare? La soluzione che Recce'd propone è molto chiara: è quella che noi chiamiamo "controllo del rischio di portafoglio". Il rischio nei portafogli titoli viene da molti inteso come "la percentuale di azioni": più ci sono azioni, più si rischia, più ci sono obbligazioni meno si rischia. Naturalmente non è così: non è mai stato così e non è così ancora di più oggi, visto che tutti i prezzi (anche quelli delle obbligazioni) sono stati distorti e gonfiati.

Il modo in cui Recce'd vi suggerisce di "comprarvi la tranquillità" è invece quello di applicare una gestione attiva dei vostri titoli: in breve, non potete più stare fermi a guardare, non potete più prendere i vostri investimenti sotto gamba e darci solo "un'occhiata ogni tanto". Noi di Recce'd abbiamo messo a disposizione un servizio che, tutti i giorni, analizza e valuta per voi le notizie, e se necessario modifica i portafogli in anticipo sulla reazione dei mercati: non solo per fare performance, ma anche e forse soprattutto per combattere contro il rischio e la volatilità dei portafogli. Grazie a questo atteggiamento attivo, il nostro portafoglio RNI negli ultimi otto anni ha mantenuto il suo rischio in linea con quello di un portafoglio obbligazionario, pur investendo però in azioni, obbligazioni, valute, commodities ed altri strumenti, sia LONG sia (e con successo) SHORT. La differenza non la farà la scelta tra azioni e qualche cosa d'altro: la farà il QUANDO comperate, il QUANTO comperate, il QUANDO vendete, e così via. Così potete "comperarvi la tranquillità", e per questo avete bisogno di una strategia attiva per gestire i rischi, e non della vecchia asset allocation, per affrontare i prossimi difficili anni.