Rimbalzo delle Borse: che cosa c'è dopo? (parte 3)

Nelle due date del 27 e del 29 agosto, in questo Blog, postammo le nostre riflessioni su quel rimbalzo degli indici di Borsa, concludendo così:

E' questo il momento giusto per cambiare, prima e non dopo che i danni si siano materializzati nei vostri portafogli.  In questo momento, più che stare a sentire chi vi dice "i mercati saliranno" oppure "i mercati scenderanno", occupatevi della vostra strategia, del MODO in cui investite il vostro patrimonio e degli strumenti che utilizzate. Qui sotto vi diamo alcuni suggerimenti, che potrebbero essere utili per affrontare gli ultimi quattro mesi del 2015 ed anche il 2016.

Rispetto a quella fine di agosto, sono cambiate molte cose, ma lo scenario di riferimento, almeno per noi di Recce'd, non si è modificato: sono arrivate molte conferme di un rallentamento delle economie che noi vi avevamo anticipato già in primavera, è quindi arrivata la conferma che la Federal Reserve è bloccata dalla sua stessa politica, e sono arrivate infine molte conferme sul disagio crescente di settori del mercato finanziario, dagli high yield alle commodities, passando per le banche globali (le UBS, le JP Morgan, le Deutsche Bank), investite da una vera e propria valanga di sanzioni e svalutazioni, e stordite sotto i colpi delle Autorità per ciò che riguarda i requisiti di capitale. Il rimbalzo di Borsa delle ultime sette-otto sedute è notevole per ampiezza, ma di certo non è un segnale forte: può essere facilmente spiegato dalle speranze di un rapido ritorno a politiche monetarie ultra-espansive da parte di tutte le Banche Centrali, Fed inclusa, ma come abbiamo già visto queste politiche sostengono i prezzi sui mercati finanziari per periodi sempre più brevi. Si tratta di brevi fasi di "scampato pericolo" che si esauriranno appena si tornerà a fare i conti con i dati del GDP, dell'occupazione e degli utili societari. L'investitore, di fronte a questi rialzi di Borsa, ha due strade da seguire: la prima è affidarsi all'analisi grafica, al "doppio minimo" (grafico qui sotto), e alle parole di chi dice che siamo ritornati al "bad is good", al mercato che sale quando escono notizie negative sull'andamento delle economie.  Per noi di Recce'd, al contrario, questa è una clamorosa opportunità, per cambiare strategie di investimento, strumenti finanziari (e magari advisor): e non andiamo oltre perché resta valido il medesimo elenco che avevamo scritto già lo scorso 29 agosto in questo Blog. Ritornare a discutere di "bad is good" ci pare francamente inutile, ed anche avvilente e poco rispettoso per chi ci legge cercando informazioni utili e concrete. La grande differenza, la maggiore libertà che noi indipendenti abbiamo, rispetto alla vecchia Industria dei Fondi e alle Grandi Reti, è che non non siamo obbligati a "cercare di tenervi fermi sui Fondi che avete in portafoglio".