Gestione del portafoglio titoli (parte 8): le performance di medio-lungo periodo

Nel precedente Post di questa serie, vi abbiamo messo in evidenza il comportamento dei Fondi Comuni Bilanciati e Flessibili in Italia, nel corso del 2015, evidenziando alcune caratteristiche che vi possono aiutare a capire che tipo di portafoglio, che tipo di strategia avete sottoscritto quando avete investito in questi strumenti. Detto che i Fondi Comuni cosiddetti "attivi", in realtà, sono strumenti che non consentono di conoscere le scelte dei gestori, e le motivazioni di queste scelte, se non con ritardi lunghissimi (mesi, se non anni); e detto quindi che si tratta di strumenti opachi, strumenti che di fatto mettono l'investitore nella sgradevole situazione di dovere "prendere atto" a posteriori dei risultati; in questo Post ci proponiamo di mettere in evidenza quale sia il comportamento di alcune categorie di Fondi in periodi di tempo più lunghi. Molti investitori, nell'affidarsi ai Fondi Comuni, vengono informati dal venditore soltanto in merito alla performance degli ultimi mesi, o al massimo dell'ultimo anno. Per questa ragione, a noi sembra utile che l'investitore non dimentichi alcuni dati:

  1. è utile ad esempio non dimenticare che chi era investito in un Fondo Comune azionario a metà del 2007 ha recuperato in media i suoi soldi sono nel 2013, cioè sei anni dopo, ed oggi ha ottenuto su quella posizione  un rendimento medio del 3,5% circa per otto anni; nel frattempo, c’è stato un momento in cui perdeva più del 50%; e l'investitore ha pagato nel frattempo ogni anno tra il 2,5% ed il 4% in commissioni
  2. è utile anche non dimenticare che chi era investito in un Fondo Bilanciato (moderato) a metà del 2007 ha recuperato in media i propri soldi solo nel 2013, ed oggi ha un rendimento medio di circa lo 1% sull'arco degli ultimi otto anni; è arrivato a perdere anche il 26%; ed ha pagato pagato tra il 2% ed il 3% di commissioni ogni anno.

E' bene non dimenticare questi dati perché secondo previsioni che sono ampiamente condivise nei prossimi anni, e forse decenni, i rendimenti di tutti gli indici di mercato (sia azionari, sia obbligazionari) saranno molto inferiori a quelli degli ultimi dieci anni, vicini a zero e non sempre sopra lo zero. 

Da qui la necessità di nuove strategie a rendimento assoluto e non a benchmark: sia per garantirsi un rendimento, sia per proteggere il proprio patrimonio.

In merito alle strategie a rendimento assoluto, sarà bene chiarire che non basta appiccicare l'etichetta "total return" ad un vecchio Fondo Comune (vecchio nell'impostazione e vecchio negli strumenti) per generare rendimento assoluto: e lo potete constatare nel modo più semplice, andando a cercare le performances dei fondi "total return" degli ultimi anni.

Una strategia alternativa, ma autenticamente alternativa, non è compatibile con l'apparato del'industria dei Fondi "attivi a benchmark".