Errore fondamentale

La settimana prossima la riunione della Federal Reserve dovrà dire ai mercati qualche cosa di più concreto rispetto a tutte le altre riunioni del 2013: dovrà esprimersi sul tapering  , ovvero la riduzione degli acquisti di Titoli di Stato. Il consenso, creato dalle banche di investimento, oggi dice che il tapering ci sarà, ma sarà molto modesto a causa degli ultimi, deludenti dati macroeconomici. Una soluzione di compromesso, quindi, ma ottimale per chi deve mantenere da un lato viva la speranza di una futura ripresa dell'economia above average ma dall'altro non può fare a meno della propria droga quotidiana, che è il denaro a tasso zero creato dalla Banca Centrale. Qui viene però in evidenza un errore da matita blu: tutte le "ricerche" delle banche globali raccontano che la politica di QE continuerà per un futuro indeterminato, e tutte presentano questa politica come se si trattasse di una politica senza costo. Il fatto che la sola Federal Reserve abbia oggi "in pancia" 4 mila miliardi di obbligazioni è come la manna dal cielo, un regalo che non ha né avrà alcun costo. E' un errore grave, perché se è vero che la creazione di moneta da parte della Banca Centrale non costa nulla, i costi di una politica per definizione "non convenzionale" (costi quindi non preventivati) qualcuno li dovrà pagare, o prima o dopo. Trascurare questo fatto è colpevole, perché illude gli investitori: che scontano, oggi, un futuro senza contraccolpi e si troveranno invece, domani, a dover dare (all'improvviso, come sempre) un prezzo a fattori che oggi sono del tutto trascurati.