Tassi ufficiali e politica di bilancio in Eurolandia

Oggi il Financial Times annuncia che l'Italia si metterà alla testa del movimento anti-rigore in Europa, e a noi sembra poco probabile che in questo momento l'Italia possa esprimere, a livello continentale, la forza necessaria per un'iniziativa politica.

Va detto però che già dieci giorni fa fu proprio Barroso ad annunciare la fine dei giorni dell'austerità. Va detto anche che la settimana scorsa è arrivata da Merkel una replica che non lasciava alcun margine alla negoziazione.

Il nostro parere è che allo stato non c'è alcuno spazio per un'iniziativa forte sul piano della politica fiscale in Eurolandia che non sia guidata dalla Germania: come dichiarò George Soros venti giorni fa in un modo oppure in un altro la Germania sarà costretta ad accettare i cosiddetti Euro-bonds, mettendo in gioco la propria Tripla A. La sola alternativa è la fine dell'area euro.

Siamo del medesimo parere di Soros, ma giudichiamo al tempo stesso impossibile una svolta così drastica prima delle elezioni politiche di settembre. Al tempo stesso, la gestione del portafoglio dovrà tenere presente il fatto che interventi su tassi ufficiali di interesse da parte della BCE, nel contesto attuale, sono del tutto inefficaci allo scopo di stimolare la domanda finale interna.