Errore da matita blu

Il rialzo record degli indici USA nel corso del 2013 non poggia su dati macroeconomici in miglioramento (di fatto, peggiorano) e neppure su utili in rialzo (di fatto, ristagnano): la spiegazione va cercata fuori dal mercato, in un preciso intento politico. La conferma arriva da ripetute dichiarazioni di Governatori della Federal Reserve, che entrano direttamente nel merito della valutazione di Borsa. Ieri, ad esempio, John Williams ha dichiarato“If you look at the valuation of stocks today compared to earnings and dividends and relative to historical averages, it’s not obvious that the stock market is overvalued, in fact a lot of models will tell you that it’s undervalued given how strong profits have been.” Qui viene fuori con evidenza il fatto che i modelli teorici utilizzati per la valutazione dell'equity sono superati dai fatti: Williams fa in modo esplicito riferimento agli utili passati, quando anche uno studente del primo anno di economia sa che quello che conta, per la valutazione di un'azione, sono gli utili futuri. E non quelli del 2014, bensì quelli del prossimo decennio. Sostenere che il forte aumento degli utili dopo il 2009 sia un segnale di corretta valutazione della Borsa è quindi un errore da matita blu: oppure un segnale forte che la Federal Reserve ha deciso di utilizzare la Borsa come strumento della politica monetaria. Se fosse così, c'è da scappare via di corsa.