Un momento cruciale (parte 8)

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Se il Presidente degli Stati Uniti scende in campo sul tema del prezzo del petrolio, sarà certamente perché la tensione generata dal recente rialzo è molto elevata.

Eppure a nostro giudizio il recente rialzo NON è particolarmente significativo. Resta del tutto aperta la questione su quali siano, in questo momento, le determinanti del prezzo del petrolio, e delle altre materie prime. Le scorte? la domanda finale? Il cambio del dollaro USA? I tagli alla produzione? Le tariffe sul commercio internazionale? Tra poche settimane, anche noi avremo le idee molto più chiare.

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Un momento cruciale (parte 4)

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Nella nostra serie dedicata ai "treni che arrivano in ritardo" abbiamo messo in evidenza il rapido, improvviso e all'apparenza immotivato cambiamento di atteggiamento di tutte le banche globali rispetto alla crescita economica.

Siamo passati nello spazio di poche settimana da un coro generale dedicato al "boom economico" ad una generale paura del "rallentamento". Anche i dati sono peggiorati (grafico in alto) ma il vero, autentico e sostanziale problema è che NON ERANO MIGLIORATI così tanto sei mesi fa. Il "boom economico" non lo ha mai visto nessuno.

Un momento cruciale (parte 3)

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I rendimenti dei Treasuries a 10 anni avevano già sfiorato in precedenza il 3% a scadenza, nel corso del 2018, e poi erano tornati verso il basso. Non si può escludere che il test vada fallito anche questa seconda volta. Importante però capire che questa volta è diverso ... nel senso che sono diverse le motivazioni che fanno scendere i prezzi delle obbligazioni nell'aprile 2018. Lo leggete chiaramente sopra, nel brano del Financial Times.

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Un momento cruciale (parte 1)

Negli ultimi anni, non ricordiamo un passaggio così delicato per i mercati finanziari globali: un passaggio durante il quale tutti i comparti di mercato saranno chiamati a risposte decisive, non soltanto per il 2018 bensì pure per molti anni a venire.

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La prima riposta riguarda gli utili e le valutazioni di Borsa: andiamo incontro a sedute molto particolari (titoli cosiddetti FAANG), durante le quali la Borsa USA (e per conseguenza le Borse di tutto il mondo) dovranno decidere se affidare ancora il loro futuro, immediato e di medio termine, al tema della "crescita degli utili a due cifre").

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Fino ad oggi, con il 1/% delle Società dello S&P 500 che ha già comunicato utili in media sopra le previsioni (il 56% dei casi) il gioco NON ha funzionato (grafico sotto, rombo di colore arancione), e l'indice di Borsa NON ha reagito.

Altri fattori, che possano oggi supportare la Borsa a questi prezzi, in giro noi non ne vediamo.

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E' tutto come prima? Oppure è cambiato tutto? (parte 7)

Merita riflessioni attente un cambiamento di tono dei Banchieri Centrali nei confronti dei mercati finanziari nelle ultime settimane. Il tono è cambiato, e la preoccupazione è aumentata.

Ieri 20 aprile 2018 dalla Federal Reserve (Brainard) sono arrivate parole molto forti.

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Parole che colpiscono per varie ragioni. Ma leggiamo prima ciò che sempre ieri ha detto il solitamente ottimistico Mario Draghi a Washington:

European Central Bank President Mario Draghi warned the International Monetary and Financial Committee of "stretched" valuations "in some market segments" and the continued increase in risk taking, declaring "close monitoring" is necessary.

Parole molto insolite, per chi come Draghi ha una predisposizione ai toni zuccherosi.

In Recce'd è sembrato significativo il fatto che entrambi i Banchieri Centrali fanno riferimento NON alle Borse (che nel 2008 erano l'epicentro del terremoto) bensì alle obbligazioni, dove sembra concentrarsi oggi il massimo dei rischi. Recce'd ha più e più volte richiamato l'attenzione dei lettori su questo fatto.

La motivazione principale dei Banchieri Centrali, a giudizio di Recce'd, è illustrata in modo efficace dal grafico qui sotto.

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E' tutto come prima? Oppure è cambiato tutto? (parte 6)

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Il titolo qui sopra è dello scorso 15 gennaio. Ed è dell'autorevolissimo Bloomberg, il leader globale delle informazioni finanziarie.

Ci è utile per ricordare ad ogni investitore che la cosa più difficile da fare, nella gestione dei propri investimenti, è sapere distinguere le notizie false dalle notizie vere, e le analisi che hanno solo scopi di vendita, o di supporto alle vendita, dalle analisi serie, fondate ed indipendenti.

Basterà leggere le parole di Draghi di ieri nell'immagine sotto.

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Abbiamo un nuovo concorrente (parte 4)

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I lettori più affezionati ricorderanno questa serie di Post del 2016: questo titolo ci è servito per mettere in evidenza che ci provano in molti, a fare i gestori di portafoglio. Magari proprio di un portafoglio cross asset, come il nostro RNI. 

Ci provano, ma in modo estemporaneo, occasionale, non disciplinato, casuale.

Più di recente, due giorni fa abbiamo scritto in un Post:

Il mercato finanziario è, nel suo insieme, un affare: certo, anche per noi di Recce'd. Noi di Recce'd, per mestiere, generiamo i nostri ricavi fornendo ai Clienti un supporto, qualificato, professionale, rigoroso, trasparente e a basso costo, al Cliente finale, che sia privato o Istituzionale.

Ma il mercato finanziario è un affare anche per molti (troppi) altri che si mettono in mezzo tra chi investe e l'investimento finale: ci sono gli intermediari che negoziano, c'è l'industria dei Fondi Comuni di Investimento, delle Polizze Assicurative, e dei Certificati, che fa pagare agli investitori tutti i loro costi, e poi c'è l'industria della distribuzione, le Reti di Vendita, i più ricchi di tutti, che guadagno sulle retrocessioni dai prodotti finanziari che vi vendono.

Ma non basta: sui mercati adesso guadagnano anche i politici (e lo sa benissimo il Presidente Trump), che li utilizzano come strumento per la propaganda di massa, e alle stesse Banche Centrali, disperatamente alla ricerca di leve per  mettere in pratica una politica monetaria che nei fatti è sempre meno efficace.

Ieri, poi su Bloomberg è uscito il titolo che vedete nell'immagine sotto.

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Che a noi serve per mettere in evidenza due cose:

  1. è evidente a tutti che i mercati nel 2017 sono stati manipolati, e questo spiega le abnormi anomalie che Recce'd ha con insistenza messo all'attenzione dei lettori, e sulla base delle quali ha impostato tutta la gestione del portafoglio
  2. nel 2018, i mercati stano mettendo in dubbio l'efficacia stessa di queste manipolazioni esterne: per dirla in modo più diretto, resta del tutto da vedere se i tweet di Trump, che moltissimi presero sul serio nel 2017, oggi sono in grado di muovere i mercati finanziari

E' tutto come prima? Oppure è cambiato tutto? (parte 5)

Non siamo i soli, a ritenere che è cambiato tutto: che è iniziato il viaggio che porta dall'euforia verso la realtà, la fase di "normalizzazione".

Leggere questo brano dell'intervista di oggi a Lloyd Blankfein: il numero uno in Goldman Sachs, il capo della Istituzione che sul mercato viene ritenuta la più autorevole, che ha fornito più uomini nell'ultimo decennio alla Casa Bianca, e che (va detto) più di ogni altra ha beneficiato nel conto economico dalle politiche delle Banche Centrali.

L'intervista è una esplicita dichiarazione a favore del ritorno verso la normalità, e fuori dalla situazione assurda dei mercati nel 2017.

Frost: Let’s touch on your earnings yesterday, Lloyd, which was a beat on every line and overall EPS,  let’s talk about first of all about the bounceback in trading. There was a lot of focus on trading last year, back this quarter. Can that last the rest of the year or is it a one quarter bounceback, as it were?

Blankfein: If you asked it the opposite way, "this surely would last forever" I’d also discount that. Look, we don’t know. We’re more in the contingency planning business than the forecasting business but the conditions that prevail we’re not top decile or top quartile conditions in the world so, yes, they’re highly replicable I would say. Kind of feels almost standardish.

What didn’t feel standard were the conditions over the last couple of years. People will debate back and forth what’s normal what’s the new normal but conditions where interest rates are zero, yield curves are flat, there's no risk premium. Where central banks all around the world are buying all the risky assets which then therefore put a damper on volatility and the opportunities to perform, that’s not a natural state.

We have not reversed all of that, but we’re walking that back and walking to so the first indications of a withdrawal from what is an unnatural state. The market becomes a bit more volatile, people get compensated for the risk that they're taking. Our clients are doing better consequently we’re doing better with them. So I wouldn’t say we’re popping champagne corks. But we can certainly see what happens when we start to walk back towards a normal financial market.

E' tutto come prima? Oppure è cambiato tutto? (parte 4)

Nel secondo Post di questa serie, abbiamo messo in evidenza come sia difficile accostare il 2017 a questo inizio del 2018 per una serie di dati di fatto, tra i quali spicca l'appiattimento della curva dei rendimenti negli Stati Uniti.

Il futuro Presidente della Federal Reserve di New York, Williams, in modo autorevole ha dichiarato solo ieri che "non c'è problema", perché la curva non è ancora invertita. Quello e solo quello sarebbe un "segnale di recessione".

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Noi investitori però non possiamo aspettare di vedere che cosa succederà, se la curva effettivamente si invertisse: e dobbiamo farci oggi un'idea, visto che la differenza tra rendimenti a lungo termine e rendimenti a breve termine continua a diminuire. 

Anche perché, per noi investitori, ci sono anche altre serie implicazioni che devono essere considerate: prima fra tutte la crescente distanza tra i tassi a due anni negli Stati Uniti e i tassi sull'euro, che ha raggiunti livelli record, come vedete molto chiaramente nel grafico sotto.

La domanda : cosa succederà al cambio tra dollaro ed euro? La prossima settima lo discuteremo con i nostri Clienti in The Morning Brief.

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Sterlina GBP: le chiacchiere e i fatti (parte 2)

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Anche il grafico lo racconta: c'è voluto molto tempo. E per noi, che facciamo i conti in euro (e non in dollari USA), ci vorrà ancora un po' di tempo, per vedere risultati pienamente soddisfacenti.

Pienamente soddisfacenti per la sterlina GBP: e per ognuna delle altre posizioni nei portafogli modello. magari, per molte altre, i tempi saranno più brevi.

Ma non cambierà il nostro modo di investire, e di gestire i portafogli: attenzione al rischio, e selezione basata sul VALORE e non sul trend, sulle analisi grafiche, sulle mode del momento.

Ciò che davvero ci risulta rilevante, e forse decisivo, e che il nostro CLIENTE capisca: noi abbiamo scritto, nel corso del 2016, che Brexit veniva utilizzato dall'industria per "fare muovere" i portafogli, enfatizzandone l'importanza concreta e reale. Ed oggi possiamo pubblicare il grafico qui sopra.

da solo, il grafico non basta: ma allo stesso tempo, qualche cosa significa.

Treni che arrivano con grande ritardo (parte 8)

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L'investitore finale spesso pensa che investire nel titolo Danone, oppure nell'obbligazione emessa dal tesoro USA, sia semplicemente un rapporto a due, tra lui (l'investiore) e l'ente emittente.

Purtroppo per lui, la faccenda è molto più complicata.

Il mercato finanziario è, nel suo insieme, un affare: certo, anche per noi di Recce'd. Noi di Recce'd, per mestiere, generiamo i nostri ricavi fornendo ai Clienti un supporto, qualificato, professionale, rigoroso, trasparente e a basso costo, al Cliente finale, che sia privato o Istituzionale.

Ma il mercato finanziario è un affare anche per molti (troppi) altri che si mettono in mezzo tra chi investe e l'investimento finale: ci sono gli intermediari che negoziano, c'è l'industria dei Fondi Comuni di Investimento, delle Polizze Assicurative, e dei Certificati, che fa pagare agli investitori tutti i loro costi, e poi c'è l'industria della distribuzione, le Reti di Vendita, i più ricchi di tutti, che guadagno sulle retrocessioni dai prodotti finanziari che vi vendono.

Ma non basta: sui mercati adesso guadagnano anche i politici (e lo sa benissimo il Presidente Trump), che li utilizzano come strumento per la propaganda di massa, e alle stesse Banche Centrali, disperatamente alla ricerca di leve per  mettere in pratica una politica monetaria che nei fatti è sempre meno efficace.

Tutti questi signori citati, fanno affari sulle spalle dei risparmiatori finali. Anche noi in Recce'd, è vero: ma noi lo facciamo nel modo più qualificato, professionale, rigoroso, trasparente e a basso costo che oggi sia disponibile sul mercato.

Questa lunga premessa per arrivare a quale conclusione? Che non vi devono sorprendere gli improvvisi cambiamenti di umore, le vere e proprie giravolte, come quella che in queste settimane vedete sulla crescita economica (immagine di apertura, un ennesimo esempio) e di riflesso anche sulle stime per gli indici di mercato (nel grafico che segue)

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Se cercate di capire "cosa è successo" e perché nessuno oggi insiste più sulla "crescita globale sincronizzata", rischiate di perdere il vostro tempo: non è successo nulla (le tariffe di Trump, pensate, NON sono ancora effettive) e semplicemente adesso è chiaro a tutti che la "crescita globale sincronizzata era solo uno slogan commerciale per piazzare le merci.

Gestori per un giorno

La giornata di un gestore è fatta di molte pratiche e molte routines, anche di tipo organizzativo ed amministrativo, oltre naturalmente a contatti, telefonate, e-mail, letture e lavoro di analisi e di studio.

Al centro di tutto però c'è sempre il mercato finanziario, o meglio i mercati finanziari internazionali.

Ed abbiamo immaginato che potrebbe essere interessante, per il lettore, seguire passo per passo una di queste giornate. Oggi.

La giornata non è scelta a casa: da qualche giorno si è avviata negli Stati Uniti la stagione degli utili trimestrali, e noi di Recce'd abbiamo spiegato ai Clienti le ragioni per le quali questo è il solo supporto rimasto alle Borse di tutti il mondo (ed a quella USA in modo particolare) per restare ai livelli ai quali si trovano oggi.

Quindi: un test decisivo.

Quindi, vediamo di comprendere bene dove ci troviamo oggi: e partiamo dai cosiddetti supporti tecnici.

Technicals are coming into play on the upside, with many eyeing the S&P 500 close above the 100-day moving average of 2,701 and a potential move into the mid-Feb to mid-March range of 2,750-2,800.

D'accordo: tutto bello e tutto vero, ma come sempre anche in questo caso l'analisi tecnica NON ci spiega perché oggi siamo lì in quel punto, dove invece NON eravamo 15 giorni fa.

Come sempre, allora saremo costretti a cercare d'altro e di migliore qualità. vediamo, ad esempio, quali segnali il mercato ha fornito nei giorni intercorsi dall'avvio della stagione delle trimestrali:

Three things have stuck out since earnings kicked off on Friday:

·         1) some of the lightest volumes we’ve seen year-to-date

·         2) an awful trading tape for the banks where traders are selling into any strength

·         3) the opposite scenario in tech, where NFLX’s blowout report fueled a rally in the whole space yesterday

Qui troviamo qualche elemento di maggiore interesse, per un gestore di portafoglio, ed anche per l'investitore finale consapevole: volumi molto molto bassi (come in tutti i rialzi dell'ultimo mese) performances delle banche tutte in negativo nonostante i risultati (è in corso il nostro approfondimenti in The Morning Brief) e poi lunedì sera Netflix che riaccende "la speranza" per i titoli del settore Tech come (unico) motore del rally di Borsa.

Ricordiamo, rapidamente, qualche numero dai bilanci di Netflix, con il brano qui sotto: 

What should we make of this? A number of the Faangs, as I have commented recently, do not look that expensive. It is their earnings that look hard to sustain, rather than the multiples which the market is prepared to put on those earnings. This is not true of Netflix. It trades at 213 times earnings and 11.4 times sales. Yes, I did say 213. Disney is not directly comparable but has strong similarities, and trades at 17 times earnings, and 2.8 times sales. It generates a slightly higher return on equity than does Netflix, which is a junk-rated credit. The market is seldom stupid. Even the biggest bubbles in history tended to be rooted in genuinely huge technological breakthroughs, whose future impact was so difficult to gauge that markets overpriced them. About 20 years ago, I had to write up the news story that Charles Schwab’s market cap had overtaken that of Merrill Lynch. The market was not wrong that the business model for trading shares had changed. It was also correct to view Schwab as a company with staying power. (Something which Merrill, amazingly, turned out not to have.) But from a peak in the summer of 1999, Schwab’s share price would fall 75 per cent over the next four years. Netflix, I suspect, may have such a future ahead of it. It does not have anything like the defensible moat that some of the other Faang stocks enjoy. And it still seems to feel the need to be far less transparent than most of its peers. Here is a transcript of its earnings call on Monday. Note that there is only one analyst on the call, and no journalists. Netflix policy is to find one analyst and get them to conduct the conversation. The Netflix executives have him outnumbered. 

Difficile da credere: ma a questo prezzo Netflix viene scambiata a 213 volte gli utili. Torniamo però dallo specifico di Netflix al mercato più in generale: perché dopo sole 24 ore, due titoli Tech che stanno fuori dal "cerchio magico" dei FAANG come IBM e LAM Reserach hanno messo immediatamente in dubbio il futuro immediato del settore Tech:

But after blue chip stock IBM, semiconductor name LRCX (both down ~5% pre-market), and Europe chip stock ASML (down as much as 1.9% in Europe) reported underwhelming numbers last night, tech investors finally have a real reason, besides the Facebook data scandal and Trump’s Amazon lashings, to pull the trigger on some profit taking -- not to mention that IBM and LRCX have more read-across to the rest of tech versus NFLX anyway -- so the question begs, will tech performance mimic the banks or can it possibly muster some resilience?

Some Street takes:

·         IBM - Morgan Stanley said results weren’t as bad as first appeared, though "a high bar heading into the print sets up for near-term pullback"; Goldman also expects the stock to pull in after the recent strength, noting that the company’s margin trajectory (down on a y/y basis after disappointing 2017) will be a key point of investor debate

·         LRCX - Several analysts are already out defending the name: Keybanc sees robust demand continuing through CY19 and calls the stock "one of the best names to own in semi-cap" while Goldman says to buy on any weakness given positive view on semi industry capex, the firm’s strong competitive position and valuation.

Questi dubbi non sono però sufficienti per scoraggiare chi punta tutto su un ritorno ad una situazione simile a quella che abbiamo vissuto nel 2017: da sempre, noi nel Blog abbiamo dato spazio a chi NON la vede come la vediamo noi, ed è molto importante farlo proprio in questa fase dei mercati.

Oggi vi riportiamo parte di un commento a caldo di Nomura alla Borsa, anche se (va detto) è scritto in un terribile e irritante linguaggio, tipico dei traders, che non è "tecnico", non è "specialistico", è semplicemente di scarsa qualità e poco chiaro. Ma questi sono i documenti che circolano sui mercati (e d'altra parte, tra 24 ore saranno del tutti dimenticati, ed anche NON recuperabili ... meglio non lasciare tracce!). Nomura parte, come potete leggere, dal calo degli indici di volatilità, una "pausa" che non è insolita, nelle settimane delle trimestrali.

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2017 all over again as cross-asset vols are crushed—why?

·         Perception of “growth scare” evidenced over the past month (disappointing global growth / outright BAD EU data) now seeing a nascent ‘calming’ / sentiment pivot back to expectations for “mean-reversion” HIGHER in economic surprises

·         Last week’s US inflation data shows strong PPI trend and YoY core CPI above 2% (but not “too hot” either), along with this week’s US Retail Sales and IP beats (plus inline Chinese GDP and better Retail Sales) acts to ‘cool’ recent slowdown fears

·         Resumption of US inflation (and broad) U.S. data confidence / stabilization = again “pricing-in” a more aggressive Fed

·         Thus, the powerful yield curve flattening of the past two weeks extends, as the front-end continues to sell-off against both foreign and domestic RM drive long-end buying (lots of cash which still needs yield), wrecking the recently popular tactical macro steepener trade

·         Credit another strong day, with six high-grade issuers pricing $13.6B of issuance consumed with negligible concessions, massive compression from IPT and large orderbook oversubscriptions—reiterating “hunt for yield” with return of low vol / carry market

·         Systematic CTA Trend community again adding SPX exposure with resumption of momentum—potential for additional +$14B of SPX to buy if we close north of 2718

·         Surprise, surprise—Earnings tailwind drive legacy equities “Momentum” positioning (and broad index strength), with “Secular Growth” longs massively outperforming “Cyclicals” and “Defensives” = great day for both equities Hedge- and Mutual- Funds

“Secular Growth” (i.e. Tech) is the biggest winner of the “Fed sweepstakes” (stuff that can “grow” despite tightening) and CONFIRMING what we said after Powell’s Fed presser: equities wants ongoing Fed policy normalization (more “hawkish” than “dovish” on the margin) as a sign of confidence that better growth will drive higher a “neutral rate,” making the overall move higher in interest rates “manageable” for stocks

Nomura ci presenta quindi una realtà fatta come segue:

  1. il dato per le vendite al dettaglio di lunedì NON era male
  2. l'inflazione in rialzo VA BENE
  3. i rialzi dei tassi Fed vanno bene (sono un segnale di fiducia nella crescita)
  4. anche il fatto che la curva dei rendimenti è piatta è un segnale positivo: questo si spiega con il fatto che gli investitori al dettaglio, i piccoli investitori, acquistano obbligazioni a 10 anni per la storia della "caccia al rendimento"

Non proseguiremo nel riproporvi la traduzione di questo elenco di fattori, ma è chiaro che per chi scrive in Nomura "tutto va bene", ogni cosa viene presentata come positiva per l'investimento in Borsa, e non c'è un solo rischio all'orizzonte.

E d'altra parte, come mette in evidenza anche El Erian, anche il Wall Street Journal di questa mattina corre subito a evidenziare che il tema dei Tech sulla Borsa USA non è per nulla tramontato.

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E per concludere, oggi 18 aprile è arrivata un downgrade da parte di un analista sul titolo Facebook. Che cosa c'è di notevole? Beh .. è il primo, e arriva solo dopo mesi di polemiche partite dall'utilizzo di dati in Cambridge Analytica. Curioso, no?

Ecco: avete visto e letto solo una parte dei segnali che ogni gestore che svolga questo mestiere con razionalità, senso di responsabilità e coscienza è chiamato, giorno dopo giorno dopo giorno, a filtrare in modo critico.

Dopo di che, ognuno, che sia gestore o investitore, dovrà poi prendere la propria strada.

Consideratelo un assaggio; dopo di che, noi proseguiremo a fare senza distrazioni il nostro mestiere, e lasceremo i nostri Clienti ai loro impegni. 

Sterlina GBP: le chiacchiere ed i fatti (parte 1)

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Per voi investitori finali, la maggiore difficoltà è distinguere tra chiacchiere e fatti.

Recce'd già nel luglio 2016 pubblicava una analisi sulla sterlina GBP nella quale si invitavano gli investitori a distinguere tra chiacchiere e fatti.

I dati di oggi, 17 aprile 2018, con la disoccupazione ai minimi dal 1975 e i salari che crescono più dell'inflazione, è una (ulteriore) conferma che l'economia del Regno Unito oggi è la più solida fra tutte quelle dei Paesi Sviluppati.

In quel luglio 2016, due anni fa, noi siamo stati i soli a prendere posizione contro il "consenso" e a dare a chi ci legge indicazioni positive sulla sterlina GBP. Indicazioni che restano valide anche oggi, anche se la sterlina sta ormai SOPRA i livelli del giugno 2016 contro dollaro USA.

Contro euro, pesa la svalutazione del dollaro USA, che però è solo temporanea (grafico sotto): ma ci aspettiamo che, una volta completato il movimento che è in corso, la sterlina GBP sia in realtà più forte contro euro, che contro dollaro.

Si tratta di un eccellente esempio di come si possa, anche oggi in mercati che sono stati pesantemente distorti da interventi esterni, investire sul VALORE.

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Treni che arrivano con grande ritardo (parte 7)

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Come potete leggere nei titoli di Bloomberg che stanno qui sopra, gli economisti delle banche di investimento NON ritengono che ci sarà "un collasso, ma solo una pausa" nei dati per la crescita economica del 2018.

Il nostro suggerimento, verso chi ci legge, è il seguente: chiedetevi perché queste medesime persone, questi cosiddetti economisti, solo tre mesi fa vedevano i tassi di crescita in aumento, ed ora invece vedono una "pausa". 

Domandatevi se servono a qualche cosa: anticipano, oppure seguono?

Treni che arrivano con grande ritardo (parte 6)

Questa serie di Post ha come scopo primario quello di dimostrare, a chi ci legge, il funzionamento dell'industria del risparmio, quella che va dalle grandi banche internazionali ai Fondi Comuni fino alle Reti di promotori.

C'è però anche un secondo scopo: che è quello di fornire a chi ci legge, indicazioni pratiche.

Ad esempio, se con i vostri portafogli volete guadagnare, nel 2018, sappiate che sarà molto, molto facile: prendete il grafico qui sotto, leggete il testo che abbiamo messo in evidenza, e operate sul portafoglio di conseguenza.

Ma fate in fretta!

Treni che arrivano con grande ritardo (parte 5)

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Anche la stampa specializzata, come abbiamo già scritto, ha cambiato tono: e adesso, come vedete nell'immagine di questo giornalista del Financial Times, si sceglie di dare spazio al dubbio, e dare evidenza alle opinioni di chi si domanda "come abbiamo fatto, a non vederlo arrivare?".

Ma poi, chi ha un po' di esperienza dei mercati finanziari ricorda che anche in passato, ogni volta, NESSUNO (o quasi) lo ha visto arrivare. Va sempre "tutto bene", finché ... non va più bene.