Stiamo per fare la Storia. Ed anche le performances dei portafogli di Recce'd (parte 3)

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Nei post precedenti con questo titolo, abbiamo illustrato due fatti:

  1. abbiamo fatto la Storia dei mercati finanziari, in questo 2017; da più punti di vista; noi e voi e tutti gli investitori
  2. e non è detto che sia finita qui, la storia ... della Storia

E' scontato, ormai, che da questa fase, di morte della volatilità, NON si uscirà per fatti come notizie o dati. I mercati, ormai in catalessi, NON reagiscono a dati o notizie. Di alcuna natura.

Ma, contrariamente a ciò che dicono alla riunione del Fondo Monetario quelli delle Banche Centrali, in molti episodi anche recenti la tranquillità sui mercati finanziari si è dissolta anche SENZA nuove notizie oppure nuovi dati.

Il caso più eclatante avrà tra due giorni la sua ricorrenza: ed è il crollo della Borsa di New York il 19 ottobre 1987. In una sola seduta, il mercato perse allora il 23%. Da allora, nessuno è riuscito a SPIEGARE questa seduta di Borsa in modo definitivo e esaustivo.

Tra le molte spiegazioni alternative, a noi interessa oggi metterne in evidenza una che abbiamo letto sul Wall Street Journal di ieri. Si parla, nel brano che segue, di come era fatto il mercato in quegli anni: chi ci operava, come, su quali strumenti.

Una riflessione che, in modo utile, può essere messa a confronto con quello che dicono i due grafici che noi abbiamo inserito, e che invece si riferiscono alla situazione oggi dei mercati e degli strumenti.

The chief worry is that the current market system has never faced a crisis scenario on par with Black Monday, Colas said. How it would perform is simply unknown.

“The markets now are less transparent than they were then. It was obvious you could get a handle on what was going on,” said Charles Geisst, professor of economics and finance at Manhattan College and author of “Wall Street: A History.”

“Now with the alternate trading platforms and everything else, it would be much more difficult to figure that type of phenomenon out,” he said.

Also, there were no exchange-traded funds in 1987. Since their introduction in 1993, they now hold nearly $4.2 trillion in global assets, according to research firm ETFGI, and accounted for nearly a third of all U.S. trading in terms of value in 2016, according to Credit Suissel. ETFs are securities that track an index or other basket of stocks or securities, much like a mutual fund. But unlike a mutual fund, whose net asset value is calculated at the end of each day, ETFs trade like a stock. The popularity of low-cost, index-tracking ETFs has exploded as investors embrace passive investing.

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Some investors fear that a sharp selloff could be accelerated as index-tracking ETFs attempt to keep up with a downturn. Colas said ETFs also present an unknown, but in a Friday note offered some reassurance.

He said during major market dislocations, mutual-fund managers have to sell to meet anticipated redemptions, but don’t know exactly how much cash they will need since redemption orders can come any time until the market closes at 4 p.m. Eastern. That can lead them to over sell, he said, while ETFs, in contrast, go through a real-time creation/redemption process which means they only sell exactly what they need to meet demand.

Wall Street and regulators also instituted a circuit-breaking system for indexes and individual stocks that is designed to slow down a selloff by halting or even stopping trade as heavy losses mount. But while they could mitigate the pace of a decline, it isn’t clear that they would be able to significantly ameliorate a 1987-style meltdown, market watchers said.

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So, could Black Monday repeat? Critics charge that fragmentation and liquidity concerns resulting from market structure changes make an eventual rerun a near certainty.

“We don’t know when that day is going to be, it could be tomorrow, or next year, or two or three years from now,” Saluzzi said. “But when it happens, it’s going to be really, really ugly.”

Noi di Recce'd in particolare condividiamo la conclusione: quando capiterà, non sarà certo come nelle occasioni precedenti.

Ricordiamo, a tutti i nostri lettori (per non generare equivoci) che esistono ETF liquidissimi, ed altri, di più recente diffusione, la cui liquidità resta del tutto da verificare, come è scritto nel brano qui sopra.

Tutto dipende dalle caratteristiche: e come diceva l'immagine di apertura, ci sembra necessario chiedersi oggi se gli investitori hanno aspettative, su questi strumenti, che sono in linea con le caratteristiche.

Fatevi almeno qualche domanda (parte 4)

Stiamo per entrare nella Storia, come abbiamo documentato altrove: o meglio, siamo già entrati nella Storia dei mercati finanziari, se guardiamo all'indice VIX che misura la volatilità ATTESA dell'indice della Borsa di New York.

Nel corso del 2017, abbiamo messo a segno:

  1. il dato più basso di sempre per questo indice, a 8,84, il 26 luglio
  2. la chisura più bassa di sempre, lo stesso giorno, a 9,19
  3. la chiusura settimanale più bassa di sempre, la settimana precedente, a 9,36
  4. la chiusura mensile più bassa di sempre a 9,51 (sempre in luglio)

Se non vi è sufficiente questa serie di dati, a convincersi che è meglio farsi ... qualche domanda, allora guardate la tabella che segue.

In questa tabella vi raccontiamo che:

  • prima del 2017, e dal 1990, l'indice VIX aveva chiuso sotto quota 10 per 9 volte (in tutto) in un arco di 6804 sedute di Borsa
  • e mai nei dieci anni tra il 2007 ed il 2016
  • nel solo 2017, ha chiuso sotto il livello di 10 per 32 volte, ovvero nel 16% delle sedute di Borsa
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Vi sembra un indice di tranquillità? Di calma? Vi pare una cosa di secondaria importanza? Vi sembra "tutto tranquillo", come Draghi e Kuroda hanno tenuto a farci sapere dalla riunione del FMI di questo weekend?

Oppure, potrebbe invece essere un segnale di allarme acceso, e diretto proprio a noi investitori?

Queste sono le domande che non vi suggeriamo: noi abbiamo alcune risposte da proporre. Di certo, questo 2017 non somiglia ad alcuno degli anni precedenti dal punto di vista dei mercati, e richiede quindi risposte specifiche e molto mirate da parte dei portafogli titoli.

La grande ritirata: il settore del risparmio verrà stravolto (parte 4): che cosa ne dice il Corriere della Sera

Oggi 15 ottobre 2017 il Corriere della Sera a fima di un suo ex-Direttore sceglie di portare all'attenzione dei lettori un tema con il quale noi di Recce'd ci misuriamo fin dal primo giorno della nostra esistenza.

De Bortoli anticipa il radicale cambiamento nel flussi di ricavo, all'interno del settore del risparmio, che si manifesterà fin dai prossimi mesi. Le ragioni, come i nostri lettori sanno, sono Mifid 2 ed anche molte altre.

Il link vi consente di leggere direttamente l'originale. Dal quale, quindi, ci limiteremo ad un piccolo estratto, che segue.

Con le regole previste dalla direttiva europea Mifid 2, in vigore dal 3 gennaio del 2018, gli investitori riceveranno a fine anno il conto esatto delle commissioni corrisposte a società di gestione, reti distributive, promotori. In percentuale e in valore assoluto. Le sorprese non mancheranno. Alcune pratiche sono già sotto accusa. E ci si domanda perché continuino a sopravvivere.

Auguriamoci che, come nei film americani sui giornalisti di inchiesta, De Bortoli abbia già formato un piccolo team di indagine, che indagherà su questa ultima domanda. Non è difficile trovare la risposta, è sufficiente una passeggiata in Banca d'Italia e CONSOB e poi una banalissima domanda: "perché non fate nulla?".

(Nota simpatica: anche De Bortoli, come noi, li chiama ancora promotori).

Stiamo per fare la storia. Ed anche le performances dei portafogli di Recce'd (parte 2)

Abbiamo scritto ieri, nel primo Post di questa serie, a proposito del fatto che secondo alcuni"il mercato è cambiato, e siamo in un Nuovo Normale, che andrà avanti così molto a lungo".

Del tema che noi abbiamo trattato in quel Post ha scritto nel weekend anche Barron's, con un articolo da cui abbiamo ricavato il grafico qui sotto.

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Non riporteremo qui i contenuti dell'articolo (disponibile sul Web), che traccia una parallelo tra ciò che accadde nell'ottobre del 1987 e la situazione di oggi, con riferimento particolare alle strategie di investimento automatizzate affidate per intero ad un computer (computer-based trading). Strategie che in parte spiegano anche gli eccessi che stiamo registrando nel 2017.

Noi avevamo fatto questo medesimo parallelo tra 1987 e 2017 già molte settimane fa: ci è utile non per affermare che sicuramente la storia si ripeterà allo stesso modo (sarebbe un assurdo), quanto per ricordare ai Clienti che momento di "assoluta e generale tranquillità" come quello che attraversiamo oggi si erano già presentati in passato, con le conseguenze che l'articolo di Barron's ricorda attraverso due episodi.

In 1998, the “quants” at Long-Term Capital Management, led by Nobel Prize winners Myron Scholes and Robert Merton, nearly caused a massive market selloff when the hedge fund’s highly leveraged trades, based on quantitative models of expected market behavior, suddenly lost money after Russia unexpectedly defaulted on its debt. The damage was magnified by the borrowing that LTCM had used to supersize its bets. Only a bailout organized by the Federal Reserve prevented the broad market from plummeting.

In August 2007, a selloff occurred in quantitative funds that would become known as the “quant quake.” To this day, no one knows what sparked the selling, but once it began, computer models kicked in, causing further selling. Humans added to the mess as risk managers looking at losses dumped shares. Funds specializing in quantitative investment strategies reportedly suffered massive losses: The Renaissance Institutional Equities fund was thought to have lost nearly 9% early in that month, while Goldman Sachs ’ Global Alpha suffered a double-digit decline.

Fatevi almeno qualche domanda (parte 3)

Sul mercato agiscono molti operatori che si propongono come consulenti SOLO per gli investimenti azionari, nella convinzione che "nel lungo termine la Borsa sale sempre".

Naturalmente non è vero: chiedete ai giapponesi, oppure agli italiani.

Ma ovviamente la logica di questi consulenti è quella di spingere SEMPRE e comunque verso l'investimento in azioni (che "batte sempre tutti": almeno, questo è ciò che loro dicono).

Tranne qualche volta: leggete qui sotto che cosa ci ha scritto l'autorevole consulente USA Zacks nel fine settimana.

One sign that investors are boosting their risk appetites has been the outperformance of cyclical sectors (versus defensive sectors) and small-caps outperforming large caps. There’s more to watch: dispersions in valuations and growth rates are among the lowest in the last 40 years, record highs seem to come on a daily basis, just two of 11 S&P sectors are in the red for the year, and we’re seeing some of the lowest stretches of volatility in decades. Similar action is being seen across Europe and in emerging markets. We remain optimistic in our outlook from here because we believe the fundamentals continue to support rising prices, but these aforementioned risks are no longer at the margin.

Sono tutte cose vere: sono cose che noi scriviamo con insistenza ai nostri Clienti da mesi.

Siamo noi di Recce'd ad esserci sbagliati? Ci siamo mossi troppo presto? Oggi, la risposta è: sì, visto che lo S&P 500 sta a 2550 punti. Oggi.

Strano però: strano che tutte le cose che dice oggi Zacks si potevano dire già sei o nove mesi fa. Invece, allora, tutti uniti a "pompare e pompare". Perché, se adesso i Clienti si ritrovano in portafoglio con tutti questi rischi?

Strano. Fateci un po' di attenzione.

Non fatevi prendere in giro.

 

Fatevi almeno qualche domanda (parte 2)

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Non fatevi fregare anche stavolta ... e riflettete su ciò che succede ma con occhio critico.

Davanti a voi, proprio oggi, c'è una delle occasioni più grandi da quando siete investitori: coglierla è tutta una questione di attenzione di tempismo.

E non è quella che vi raccontano: per esempio, se i dati qui sopra non ve li hanno mai fatti vedere, vi nascondono una cosa che invece è importantissima.

Se invece ve li hanno fatti vedere, e vi hanno spiegato che è un segno che "va tutto alla grande", allora vi stanno raccontando una favola. Anzi, una balla.

Era già successo egli Anni Sessanta? E a voi, che cosa sembra ci sia di simile, tra gli Anni Sessanta ed oggi,  sul piano della Finanza e dell'economia reale, e della politica e della Società, ed anche della cultura?

Ad esempio:  pensate che da X-factor usciranno i nuovi Beatles, forse?

Tornando seri: ritenere davvero che fatti come quello del grafico in alto, oppure quello qui sotto, accadano senza una ragione forte? Anzi, molto forte?

Non fatevi fregare.

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Fatevi almeno qualche domanda (parte 1)

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Trump dice che va tutto benissimo. Lagarde (FMI) dice che per la prima volta tutte le economie crescono, da non si sa quanti anni. Il Governo in Italia dice che cresceremo dello 1,50% in termini reali, e non solo ma aggiunge anche che il sistema bancario è stabile e sta benissimo, ma stato meglio.

Perfetto: quindi, le cose vanno davvero bene. Meglio per tutti.

Meglio anche per chi investe? O forse, come tante volte nel passato anche recente è indispensabile diffidare di dichiarazioni come queste?

Fatevi almeno una domanda: nel grafico in alto c'è l'inflazione negli Stati Uniti, uscita venerdì 13 ottobre allo 1,90%. E sempre venerdì avete visto che in Germania sta allo 1,80%.

Chiedetevi perché, allora, negli Stati Uniti c'è chi spinge fortissimo per tenere il costo del denaro allo 1,25% e in Europa non passa giorno senza che la BCE non prometta che "i tassi ufficiali resteranno negativi per un lunghissimo periodo di tempo". Che senso ha questa scelta di NON AGIRE, forte e ripetuta per anni? Perché negli USA dove tutto "va alla grande" non si ritorna almeno ai livelli del 1993 (grafico in basso) visto che oggi va tutto molto meglio che nel 1993? Che cosa ci dice questo numero, che tipo di segnale ci stanno mandando? Noi investitori dovremmo essere follemente ottimisti, ma loro stranamente no. Curioso: merita una riflessione.

La sola possibile spiegazione si chiama terrore. Non paura: vero e proprio terrore, un terrore materiale, da parte di chi dovrebbe almeno in linea di principio essere informatissimo, sulla eventualità che tutta questa "crescita" sia solo una bolla di sapone. E' un fortissimo segnale non solo di prudenza, ma di terrore.

E quindi: perché sui mercati finanziari invece i prezzi sono a livelli tali, che sarebbero sostenibili solo se la crescita delle economie "al 3% per 10 anni" fosse ormai in tasca, al di là di ogni più piccolo dubbio?

Perché noi investitori dobbiamo essere ottimisti e loro pessimisti? Dove sta ... il trucco? Fatevi almeno questa domanda, se non volte a breve ritrovarvi con una serie di guai da cui non sapete uscire.

E non fatevi prendere in giro, stavolta.

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Stiamo per fare la storia. Ed anche le performance dei portafogli di Recce'd (parte 1)

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Mancano solo 5 giorni: ovvero tutta la prossima settimana, e poi avremo fatto la Storia.

Di tutta la storia della Borsa USA (ma vale pure per le Borse del Resto del Mondo) questo è il periodo più lungo senza un calo del 3%, come vedete nella tabella sopra.

Siamo in un Mondo Nuovo? Sono cambiati gli investitori ed i modi di investire?

La risposta è : sì, sicuramente. Se non fosse così, non si vedrebbero enormi aberrazioni come quella della tabella.

Detto questo: i soldi sono soldi. I numeri sono numeri. Oggi i prezzi della Borsa USA sono 25 volte gli utili. Anche se siamo in un Nuovo Mondo, restano sempre 25 volte gli utili. Non è vero che "questa volta è diverso", è una formula, un modo di guardare ai mercati finanziari, che ha già prodotto autentici disastri anche in tempi recenti, come ampiamente documentato.

A chi ci rispondesse che però oggi nessuno sembra preoccuparsene, rispondiamo: infatti, è vero, nessuno oggi sembra più guardare ai numeri.

Ed è proprio quella la migliore, la più grande, la più ricca opportunità di mercato degli ultimi 10 anni. Anche da questo punto di vista, c'è da fare la Storia, per davvero.

Non perdetevi questa occasione storica.

Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 10)

Il nostro lavoro non è "essere in ogni momento dalla parte giusta": chi investe in questo modo i propri soldi, è destinato a una fine disastrosa, come dimostra il passato recente e non.

Investire richiede pazienza e capacità di sopportare fasi di ... grande umiltà. Ovvero fasi di mercato nelle quali tutto, ma proprio tutto, sembra andare nella direzione sbagliata, e che bisogna accettare con la massima serenità che è possibile.

Investire richiede coerenza di metodo, disciplina, attenzione, ma soprattutto lucidità. Mille volte abbiamo scritto che tra i titoli dei giornali, ogni investitore per protegge i propri interessi, deve guardare ai secondi.

Ad esempio: la differenza tra quanto rende a scadenza un Titolo di Stato USA a 30 anni e un Titolo di Stato USA a 5 anni oggi è la stessa, proprio la medesima, degli inizi del 2008 (grafico in basso).

Quando vediamo un dato come quello qui sotto, pensiamo tre cose. Ovvero ci diciamo che:

  1. non si può certo ignorare un dato come questo
  2. dopo, non si potrà certo dire "non lo sapevo" al Cliente
  3. i risultati dei nostri portafogli saranno in linea con le attese anche questa volta e anche se il Nasdaq ha appena fatto il 57esimo record del 2017. Anzi, esattamente per quella ragione.

Non fatevi prendere in giro, questa volta: da chi vi racconta "che stavolta è diverso". Ci hanno persino scritto dei libri di enorme successo.

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Un problema che si risolverà da solo

Sui mercati ha influito nel 2017 una nuova variabile, che potremo definire "ottimismo trumpiano". E ieri ne abbiamo avuto un ulteriore esempio, con l'intervista a FOX News (immagine in alto) che è stata anticipata dalla solita serie di tweet (sotto).

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Sul piano statistico, hanno già risposto in molti, come ad esempio il giornalista di CNBC Michael Santoli che leggete qui sotto.

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Più della statistica, a noi sembra significativo un altro aspetto dell'intervista di ieri, che spiega anche il nostro titolo di oggi.

Dice Trump:

“The country, we took it over and owed over $20 trillion,” Trump said. “As you know, the last eight years, they borrowed more than it did in the whole history of our country. So they borrowed more than $10 trillion, right? And yet, we picked up $5.2 trillion just in the stock market. Possibly picked up the whole thing in the first nine months, in terms of value. So you could say, in one sense, we’re really increasing values. And maybe in a sense we’re reducing debt. But we’re very honored by it.”

Commenta il Wall Street Journal:

Speaking to Sean Hannity, Trump touted the stock market’s $5.2 trillion in gains since his election, although he went on to suggest it could offset the amount of the national debt somehow, an apples-to-oranges comparison.

Esatto: come paragonare le pere con le patate. Che c'entra?

Non fatevi prendere in giro.

La grande ritirata: il settore del risparmio verrà stravolto (parte 3)

In un Post precedente abbiamo sottolineato i profondi cambiamenti che attendono, nel breve termine, il settore dei servizi per i risparmiatori e per l'investmento.

Numerosi professionisti del settore, che lavorano per questa oppure quella Rete di vendita, manifestano tranquillità: e spiegano che Mifid 2 non cambierà nulla.

Di diverso parere è ad esempio Larry Fink, il Capo della più grande Casa di Fondi nel Mondo: che dice, proprio ieri durante la sua conferenza stampa successiva all'annuncio dei risultati trimestrali, che il punto-chiave dello sviluppo futuro del loro business sta esattamente in quel cambiamento di normativa, associato poi alla Fiduciary Rule che verrà introdotta negli Stati Uniti.

We’re seeing regulatory changes change the ETF environment,” Chief Executive Officer Laurence Fink said on a July 17 earnings call. “We do believe we’re seeing accelerated flows because of MiFID II, because of the movement toward the fiduciary rule in the United States.”

Le Reti italiane non parlano ai loro promotori finanziari di questi cambiamenti, per rassicurarli del loro futuro. Noi di Recce'd riteniamo al contrario che proprio a questi professionisti sia decisivo chiarire che le vecchie "regole del gioco" sono ormai di fatto sorpassate.

Because of MiFID II, says Thomas Meyer zu Drewer, global head of ComStage ETFs, which is part of Commerzbank AG, investors will be able to compare an insurance contract with an ETF. “You can see what the costs are, such as rebates or kickbacks, as, all of a sudden, financial advisers have to inform their clients that they are getting a commission for the insurance product,” he says.

Come spiega Fink, il mercato si muoverà verso strumenti di investimento che NON CONSENTONO RETROCESSIONI: e allora, a quel punto, che cosa potranno mai fare pagare i venditori di oggi, ovvero quei professionisti che le Reti di Vendita sfruttano senza risparmio per piazzare prodotti con logiche di pura vendita e senza alcun supporto formativo (etichettandoli spesso come "apprendisti stregoni")? Qualche cosa sulla falsariga della Fiduciary Rule americana arriverà presto anche in italia.

A boon for people saving for retirement is expected to lift ETFs. The fiduciary rule that took partial effect in June and is designed to improve the quality of investment advice could help more than triple U.S. ETF assets to $10 trillion over the next five years, according to the Bank of New York Mellon Corp.

The U.S. Department of Labor regulation requires financial advisers to act in the best interests of their retired clients—as fiduciaries, in other words—and to disclose any commissions paid to the advisers by investment funds. Already, because of the rule, many financial advisers are ditching commission-based business models. “The best non-self-serving approach is a flat fee, so ETFs are a nice way to roll that out,” says Denise Valentine, a senior analyst at consulting firm Aite Group.

Le domande che NON vi fate e che invece dovreste farvi

Scrivendo sul Wall Street Journal, il noto consulente USA Tim Robbins ha proposto sette domande che a suo avviso ogni investitore (famiglia oppure Istituzione) dovrebbe farsi.

Sono sette domande molto semplici, ma noi abbiamo esperienza diretta del fatto che la gran parte degli investitori italiani NON si fa queste domande. Mai. Ecco quindi lo spunto per riprendere l'articolo di Robbins.

Prima delle sette domande, leggiamo però alcune delle premesse di Robbins:

Doctors, lawyers, and certified public accountants in the United States are legally required to act in the best interests of the people they serve. Yet financial advisers get a free pass. There are more than 200 different designations for financial advisers, including “financial consultants,” “wealth managers,” “financial advisers,” “investment consultants,” “wealth advisers,” and — in case that doesn’t sound exclusive enough — “private wealth advisers.”

But the reality is, of the roughly 310,000 financial advisers in the U.S., less than 10% are legally obligated to put your interests first at all times on all of your accounts. These are called “registered investment advisers” or RIAs for short. RIAs don’t accept sales commissions. Instead, they typically charge a flat fee or a percentage of your total assets for unbiased financial advice. It’s a cleaner model that removes awkward conflicts of interest and hidden agendas.

As for the other 90%, they’re simply brokers in disguise. Many of them work for enormous Wall Street banks, brokerage houses, and insurance companies — the kind that splash their names on sports arenas.

Why does this matter? Because brokers have a vested interest in hawking expensive products, which might include actively managed mutual funds, whole-life insurance policies, variable annuities, and “wrap” accounts.

Questo è un problema su cui noi di Recce'd abbiamo investito tempo e risorse. Robbins sottolinea che a differenza di dottori ed avvocati il promotore finanziario non è legalmente obbligato a mettere il Cliente avanti a tutto.

Il vostro promotore finanziario, consulente, private banker, o chiamatelo come volete, NON METTE I VOSTRI INTERESSI DAVANTI A TUTTO: negli Stato Uniti, questo non accade nel 90% dei casi, dice Robbins, ma in Italia siamo al 99% dei casi.

Il promotore finanziario guadagna sulla base delle retrocessioni dai Fondi Comuni, e non guadagna invece sulla base dei vostri risultati. Metterà avanti a tutto, dice Robbins, l'interesse strategico della sua Rete (spingete questo Gestore invece di quello, perché gli accordi sono più convenienti per NOI), poi metterà il proprio interesse personale (le retrocessioni) ed infine al terzo posto il Cliente. E questa è una "ricetta per il disastro":

The trouble is, they work in a system that’s beyond their control — a system that has tremendously powerful financial incentives to focus on maximizing profits above all else.

This is a system that richly rewards employees who put their employer’s interests first, their own interests second, and their clients’ interests a distant third. Even the best-intentioned financial advisers are often working within the confines of this system. They’re under intense pressure to grow profits, and they’re rewarded for doing so. If you — the client — happen to do well, too, that’s great. But don’t kid yourself. You’re not the priority.

And for folks like you and me, that’s a recipe for disaster — unless we take the precaution of learning how the system works against us, and how to counter it. How do you start? By making sure to ask these seven questions of a financial adviser, or any adviser, you are considering.

Ed eccoci arrivati alle sette domande, che noi vi elenchiamo senza alcun commento: sarà sufficiente farvi queste domande, e poi chiamateci e sentite da noi che cosa abbiamo da proporre in alternativa.

1. Are you a registered investment adviser? (in italiano: la tua attività si chiama consulenza, ma poi tu sei pagato sulla base delle retrocessioni dai prodotti che vendi?)

2. Are you or your firm affiliated with a broker-dealer? (in italiano: per quale Rete di Vendita agisci? che tipo di direttive ricevi?)

3. Does your firm offer proprietary mutual funds or separately managed accounts? (in italiano: proponete al Cliente anche i Fondi della Casa e le GPM Multimanager?)

4. Do you or your firm receive any third-party compensation for recommending particular investments? (in italiano: voi ricevete retrocessioni anche da Case di Fondi terze che voi spingete i Clienti a sottoscrivere?)

5. What’s your philosophy when it comes to investing? (in italiano (quali sono i tuoi criteri per la valutazione dei vari asset oppure classi di asset di cui mi stai parlando?)

6. What financial planning services do you offer beyond investment strategy and portfolio management? (in italiano: quale è la strategia che utilizzate per costruire, e poi muovere, il mio portafoglio e in generale i portafogli dei Clienti? quali sono i paletti, i criteri di gestione?)

7. Where will my money be held? (in italiano: dove sarà depositato il mio denaro?)

Se a voi sembrano pochi ...

AIPB è la associazione italiana dei Private Bankers: una categoria di difficile definizione, che spesso viene intesa come una versione "di lusso" della categoria dei promotori finanziari, ma che di fatto non esiste nella normativa di settore (né quella in essere, e neppure in quella a venire). Che cosa significa, in pratica, "private banker"?

Lasciamo questi problemi ad altri, che ne hanno il tempo e la voglia. E veniamo ad una recente pubblicazione della AIPB. Prendendo spunto dalla (solita) indagine negli Stati Uniti, che ci dice che un grande numero di Clienti investitori prenderebbe in considerazione un servizio di consulenza all'investimento se fosse offerto dai Big Tech (Apple, Google e così via), AIPB ha commissionato a GFk un sondaggio per sapere se i clienti italiani si affiderebbero ad un consulente che opera online, ovvero sul Web. In alternativa al promotore con la valigetta, insomma.

Il titolo di AIPB che anticipa i risultati è il seguente:

Nel mondo, più dell’80% degli investitori under 40 si rivolgerebbe alle quattro BigTech. Gli italiani, invece, non sono molto propensi (71%) ad avvalersi di un servizio di consulenza finanziaria online

Un titolo, tutto sommato, negativo per gli operatori online.

Poi, però abbiamo dato uno sguardo ai dati, e quello che ne viene fuori lo vedete qui sotto.

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Il quadro che ne risulta è un po' diverso, rispetto al titolo:

  1. anche se in Italia di fatto NON ESISTONO i consulenti che operano solo online, fatto salvo il caso di Recce'd e pochissimi altri, c'è più di un quarto del totale dei Clienti nazionali che li prenderebbe in considerazione; e già questo di per sé è clamoroso: c'è la domanda ma manca l'offerta, eppure la base di interesse risulta essere enorme
  2. ma soprattutto: la consulenza online è vista dal pubblico (48%) come strumento che avrà successo: e questo salta ancora di più all'occhio, visto che si ritiene che avrà successo qualche cosa di cui NON si conoscono le caratteristiche

Noi di Recce'd siamo qui, esattamente in questo punto del mercato, con una proposta che è insieme di elevata qualità e di massima affidabilità, già testata e già apprezzata.

Ora ci proponiamo di parlare con quel 27% del pubblico che guarda con favore ai servizi via Web, ed anche con quel 48% che ritiene che questa sia una strada di successo. Siamo a disposizione, e siamo pronti a raccogliere la sfida.

Recce'd: leader della content distribution

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Risale a ormai due anni fa questa ricerca del Gruppo Kurtosys da cui abbiamo tratto il grafico in apertura, ricerca il cui principale risultato era:

Kurtosys, a leading global financial technology firm that creates digital marketing and reporting tools for asset managers, released the results of a new study on digital marketing practices in the asset management industry. This research was a follow-up to a 2012 study in which Kurtosys surveyed investors to determine their preferences regarding online access to information and services. The 2015 study was designed to determine how asset management marketers are dealing with a changing landscape of investors who are demanding more digital touch points.

One of the key findings of the study was that asset management marketing is shifting from a role of just supporting sales and distribution to actively engaging clients and targeting investors. Over 60% of the respondents stated that the primary objective of their marketing program is to “provide high-quality client experiences,” and nearly 90% stated that their website is extremely or very important to their marketing efforts.

Sono trascorsi due anni, ma nel sonnacchioso panorama italia è stato fatto ben poco, per non dire nulla, di innovativo da questo punto di vista.

Noi di Recce'd abbiamo preso questa strada almeno cinque anni prima, puntando il 100% del nostro sforzo di comunicazione (ad anche ... più del 100%) sul "fornire al Cliente esperienze di altissima qualità", eliminando del tutto un certo ... ciarpame tranquillizzante fatto di uffici con le pareti vetrate, soggetti sorridenti con gli occhiali e la camicia azzurra, famiglie riunite sui divani o in giardino, le foto delle barche a vela ed del campo da golf. Modi di comunicare obsoleti, come le carrozze dell'Ottocento.

Noi abbiamo messo del tutto da parte la pubblicità tradizionale, ed abbiamo puntato tutto sul fornire al Cliente qualche cosa che per loro avesse un VALORE: perché anche noi di Recce'd crediamo che il Cliente "chiede un numero maggiore di punti di contatto digitali", come viene detto sopra. E' questa anche la modalità della nostra presenza sulle piattaforme Twitter e Facebook.

Recce'd NON intende questo come uno sforzo di "marketing", perché Recce'd non "spinge prodotti": noi lo intendiamo come sforzo di presentazione e comunicazione (di una filosofia, di un modo di leggere i fatti, di un modo di gestire il portafoglio), senza volere "markettare" nulla.

E con un pizzico di orgoglio, possiamo dire di essere di esserci posizionati, almeno in questo momento di mercato, molto più avanti rispetto al gruppo. Siamo in fuga.

Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 9)

Naturalmente, la risposta alla domanda del titolo la daranno solo i fatti e la daranno solo DOPO. Nel frattempo, noi ne scriviamo per chiarire al meglio il fondamento delle nostre scelte di portafoglio.

Il Premio Nobel dell'Economia Richard Thaler ieri in una intervista a Bloomberg ha dichiarato:

‘We seem to be living in the riskiest moment of our lives, and yet the stock market seems to be napping. I admit to not understanding it.’

Aggiungendo poi:

Thaler, who has made a career of studying irrational and temptation-driven actions among economic actors and won the Nobel for such contributions to behavioral economics, expressed misgivings about the low volatility and continued optimism among investors. “I don’t know about you, but I’m nervous, and it seems like when investors are nervous, they’re prone to being spooked,” Thaler said, “Nothing seems to spook the market” and if the gains are based on tax-reform expectations, “surely investors should have lost confidence that that was going to happen.”

Prosegue Thaler a proposito del Presidente Trump:

“His ratio of certitude to knowledge is nearing record highs,” Thaler said. “We all need a lot of humility, and especially about the economy.”

Non ci permettiamo di aggiungere commenti alle parole di un Premio Nobel per l'Economia. Un gestore che sia coscienzioso e professionale deve però partire da qui nel costruire il tuo portafoglio.

Quelli che la pensano ... come Ponzio Pilato

Per completare la nostra rassegna delle opinioni sui rialzi di Borsa nel 2017, oggi vi riportiamo le opinioni di chi ... non ha più un'opinione. E se ne lava le mani.

Dopo vere scritto di quelli che NON la pensano come noi, e poi di quelli che la pensano come noi, oggi ci dedichiamo ha ci .. ci ha rinunciato.

Ad esempio: Morgan Stanley. Che scrive che il rialzo ha assunto dimensioni "epiche", senza poi spiegare se dietro a quell'aggettivo c'è una valutazione positiva oppure negativa. Per Morgan Stanley quello che è certo è che siamo di fronte a una situazione senza precedenti nella storia.

Morgan Stanley on Tuesday wrote that the equity market rally “has reached epic proportions.”

“We say this not as hyperbole, but based on a quantitative perspective,” the investment bank explained. “Dispersions in valuations and growth rates are among the lowest in the last 40 years; stocks are at their most idiosyncratic since 2001; and equity hedge fund beta is at its highest since March 2008.”

Simply from the perspective of price moves, the “epicness” of recent trading activity should come as no surprise to investors. The DowS&P 500Nasdaqand Russell 2000have all hit repeated records this year alone, notching dozens of all-time highs. Those gains have been widespread and “perpetual,” to use Morgan Stanley’s description. Only two of the 11 primary S&P 500 sectors are in negative territory for the year, and for broader indexes, even mild pullbacks of 3% have basically been nonexistent for months. Volatility is near record lows. Beta refers to a measure of an assets tendency to fluctuate compared against a benchmark like the S&P 500.

“Momentum is now strongly correlated with high beta globally, and the presence of this cohort of investors could produce continued risk-seeking behavior,” wrote the team of analysts, led by Brian Hayes, an equity strategist.

Poi possiamo citare anche la Banca Maquarie, che ieri scriveva più o meno le medesime cose:

“Investors are probably suffering extreme mental exhaustion. Historically low volatilities and risks, coinciding with high valuations, would make anyone nervous,” wrote analysts Viktor Shvets and Christian Seth.

After all, they continued, investors “understand that there is nothing normal in the current environment of unprecedented financialization and economic disruption.”

Per poi concludere come Ponzio Pilato

This implies that liquidity must continue to grow, volatilities must be controlled and neither demand nor supply can yield higher cost of capital. Thus, risks facing investors are that either [central banks] and/or China misjudge extent to which reflation is dependent on inflating asset values and China’s fixed investment. We remain constructive on financial assets, not because we believe in a sustainable recovery, but because we back the perpetual leveraging ‘doomsday’ machine.

E qui risulta molto evidente la differenza da chi ragione da puro intermediario e chi invece ragione come gestore di portafoglio, ed ha come primo obbiettivo il risultato finale degli investimenti.

Quelli che, invece, la pensano come noi

Abbiamo illustrato nel dettaglio lo scorso 2 ottobre un autorevolissimo parere, tra tanti, di quelli che insistono sulla "crescita al 3%" per spingere ancora al rialzo sia le azioni sia le obbligazioni ad alto rischio ovvero gli high yield. Insomma, di quelli che NON la pensano come noi. Lo abbiamo fatto perché monitoriamo con attenzione e rispettiamo ogni opinione professionale, e anche alcune MENO che professionali.

Oggi però vogliamo fare chiarezza su un fatto: non TUTTO il mercato è sbilanciato sulla prospettiva "super - ottimista" che sembra dominare oggi se si leggono i quotidiani e si ascolta una tv come CNBC.

Sul mercato, ci sono anche autorevoli voci di segno opposto: ad esempio, lo equity strategist di Wells Fargo, la più grande banca USA per capitalizzazione, ed anche una delle più grandi del mondo per Rete di brokers ovvero di "consulenti finanziari".

Vediamo, anche in questo caso, in sintesi che cosa dicono quelli di Wells Fargo, attraverso un estratto da una recentissima intervista

(...) the third quarter is over, and this earnings season we’re looking for 5 or 6 percent increases, a little ahead of the consensus. And there’s a low probability that we have a meaningful upside beat overall. In the first and second quarters, earnings came in meaningfully better than we had expected. We expected average S&P 500 earnings at $127 coming into 2017, and we’re at $129 now. Third quarter growth probably will be close to half of the second quarter’s number. You’re not going to see the earnings’ upside excitement and surprise from the first and second quarters. Earnings next year we’re looking for about 7 percent earnings growth, $138.

H.L.: What’s your take on the U.S. economy?

S.W.: As I said, we have a modest-growth economy. We’re expecting 2.3 percent growth for this year and 2.4 percent for 2018.

The market has not believed the Federal Reserve when they said they would hike interest rates three times in 2018. I think it’s going to hike rates in December almost for sure. We don’t expect two times next year. To do it three times with a modest-growth economy is a headwind. That’s been a concern of ours, with valuations stretched.

H.L.: Do you expect a sell-off, a correction, or a recession soon?

S.W.: We’re in the pullback camp. We expect the market to finish lower than it is right now. We’ve got a slightly adjusted target from earlier this year and expect the S&P to end at 2,300 or 2,400. A 5 to 7 percent pullback by year-end wouldn’t be a surprise, and it would be an opportunity. We’ll see some new highs in 2018, and our 2018 year-end target range is 2450 to 2,550, and we’re not expecting much out of the market.

Come vedete qui sopra, si parla di una più ridotta crescita degli utili nei prossimi trimestri, anche a causa di una economia che resta a crescita modesta, e di un mercato di Borsa che oggi ha più downside che upside.

Ci pare un buon punto di partenza: e a questo punto interviene il gestore, che poi decide sulla composizione e sui rischi da prendere nel portafoglio.

Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 8)

Abbiamo aperto il Post di due giorni fa, il numero 7 della serie, con questa frase:

Ogni gestore di portafoglio, nel corso del 2017, è stato costretto a confrontarsi con mercati in rialzo ma al tempo stesso MOLTO preoccupanti ...

La vede così anche il Fondo Monetario Internazionale, che oggi 10 ottobre 2016 afferma:

“A closer look suggests that the global recovery may not be sustainable” and neither policy makers nor markets should be “lulled into complacency,” warned Maurice Obstfeld, the IMF’s chief economist, in a note accompanying the forecast.

The international agency appeared leery of current benign financial conditions, suggesting these could be gone in a heartbeat. “In an environment of high policy uncertainty and geopolitical tensions, policy missteps ... could take a toll on market confidence, resulting in tighter financial conditions and weaker asset prices,” the report said.

The recovery is vulnerable to serious risks, Obstfeld said. “Financial markets that ignore these risks are susceptible to disruptive repricing, and are sending [a] misleading message to policy makers,” he said.

Guardando all'attività di gestione di portafoglio come a qualche cosa che aiuta il Cliente ad INVESTIRE e non a scommettere, possiamo dire che, almeno con riferimento a questo aspetto, noi di Recce'd non abbiamo fatto un cattivo lavoro nel 2017. Anche nelle molte occasioni in cui vi abbiamo scritto di Cina:

The IMF urged China’s economic leaders to accelerate their efforts to curb the expansion of credit. If further action is not taken,”there is a greater probability of “a sharp growth slowdown in China“ that would have important spillover effects in other countries.

La retorica della crescita (parte 6)

Avremmo voluto chiudere (speriamo per sempre) la nostra serie di post sulla "crescita economica sincronizzata" con le previsioni pubblicate oggi, 10 ottobre, dal Fondo Monetario Internazionale, che sono riassunte dalla tabella qui sotto. E che, appunto, chiudono il dibattito.

Growth_sync_Oct_2017.png

Ci pare tuttavia utile evidenziare almeno quattro punti:

  1. la crescita delle due maggiori economia è, in buona sostanza, la stessa del 2016 anche nel 2017 e nel 2018, per quello che se ne sa oggi (incluse le "anticipazioni" sui tagli alle tasse di Trump)
  2. il Regno Unito, che un anno fa secondo l'intera industria del risparmio (Reti di promotori e Case di Fondi davanti a tutti, con le banche di investimento dietro a spingere il carro) sarebbe finito in recessione, invece cresce più della Francia nel triennio 2016-2018
  3. la ripresa GLOBALE aumenta dal 3,2% del 2016 al 3,6% stimato per l'anno in corso (+0,4%): e TUTTO l'effetto è dovuto all'uscita dalla recessione di Russia e Brasile, più al Canada che come vi abbiamo scritto più volte è del tutto in "bolla"
  4. naturalmente, poi c'è il "tocco magico" del titolo, che dice che queste previsioni sono "su di giri": giudicate voi

I quattro punti qui sopra potrebbero essere utili al lettore più attento per domandarsi:

  1. quando il mio consulente mi parla, DI CHE COSA parla? ma dove va a prenderle, quelle notizie sulla "crescita che accelera"? da dove le tirano fuori?
  2. se le prospettive sono queste, sono investito in modo corretto e coerente?

Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 7)

Ogni gestore di portafoglio, nel corso del 2017, è stato costretto a confrontarsi con mercati in rialzo ma al tempo stesso MOLTO preoccupanti, come dimostra il grafico qui sotto.

"...the last time we saw a streak of calm like this was the year after John F. Kennedy was assassinated in November 1963..."

"...the last time we saw a streak of calm like this was the year after John F. Kennedy was assassinated in November 1963..."

Ora la questione si fa più pressante, più urgente: la ragione è che il tema è arrivato sulle prime pagine dei giornali, come abbiamo scritto nel Post precedente di questa serie. Anche il Ministro delle Finanze uscente della Germania ha detto nel weekend al Financial Times:

(...) taking a broader swipe at the current financial regime, Schauble warned that the world was in danger of “encouraging new bubbles to form”"Economists all over the world are concerned about the increased risks arising from the accumulation of more and more liquidity and the growth of public and private debt. I myself am concerned about this, too,"

Un secondo elemento di urgenza? La nuova stagione delle trimestrali, che negli USA partirà dopodomani, e che Goldman Sachs commenta anche con questo grafico.

Earnings_2017_Oct1.png

Il dati del grafico qui sopra sono tanto più significativi, se li mettiamo a confronto con i dati per le valutazioni di Borsa, che trovate nel grafico che segue.

CAPE_Oct_2017.png