Questo potrebbe aiutarvi

Noi di Recce'd oggi non siamo in condizione di dirvi ... come andrà a finire nel breve termine. Nessuno può, oggi.

Allo stesso tempo, per i nostri Clienti abbiamo preso posizione: abbiamo fatto, e fatto fare, investimenti. Queste scelte parlano più di mille parole.

Purtroppo, per la grande maggioranza degli investitori finali, questo è un momento molto difficile. Il momento delle scelte.

Le responsabilità sono, nella gran parte (non del tutto) di chi all'investitore finale dice sempre di guardare al dito, e non alla luna. Così l'investitore guarda al dito, e non vedrà mai dove sta la luna.

Fuori dalla metafora, qualcosa di utile per capire ... come stiamo mesi, si trova nel confronto tra due grafici che trovate qui in basso.

Forse, qualcuno tra i nostri lettori penserà che è impossibile. Altri diranno "ma siamo diventati matti!". Invece, è la nostra, e la vostra quotidiana realtà.

Authers_2018_001.png
Authers_2018_002.png

Un sondaggio della banca di investimenti Merrill Lynch ci racconta che, nel medesimo momento:

  1. è massima la sovra-esposizione del Fondi Comuni di Investimento al rischio di Borsa; e che
  2. è massima la percentuale di gestori dei medesimi Fondi Comuni di Investimento che giudicano sopravvalutata la Borsa

voi lettori comprendete immediatamente perché:

  1. da anni Recce'd insiste nel dirvi che nell'industria del risparmio c'è qualche cosa che proprio non regge più, meccanismi di distorsione (basati sul conflitto di interesse) che determinano situazioni di esplicito conflitto da cui deriverà una radicale trasformazione delle strutture in questa industria
  2. è impossibile dire, nel breve, che fine faremo; ma al tempo stesso
  3. c'è UNA SOLA via di uscita, c'è UN SOLO modo per uscire da questa situazione che nei fatti è assurda, se non vogliamo dire schizofrenica.

Ricorderemo il 2017 come un anno eccezionalmente fortunato per gli operatori tradizionali, per la asset allocation e per la "marea che fa salire tutte le barche". Un anno che ha "salvato la pelle" a tantissima gente.

Ma al tempo stesso lo ricorderemo come l'ultimo anno che ha chiuso un ciclo e ne ha aperto un altro. Il 2017 non si ripeterà mai più (e ormai lo riconosce persino Goldman Sachs): e presto saremo tutti costretti a rifare anche i conti costi/benefici delle politiche di "QE infinito".

Ma nel frattempo, quante cose ci saranno da fare per i nostri portafogli!

Di sicuro non vi aiutano

Leggere sui giornali, ed ascoltare dalla tv, i commenti sui mercati finanziari spesso non aiuta l'investitore. Al contrario, fa sembrare importanti cose che non lo sono.

Il clamore suscitato dalle cadute delle Borse, sui mezzi di informazione, ha del tutto nascosto all'attenzione degli investitori i fatti che per loro, oggi, sono i più importanti per decidere i risultati dei loro investimenti.

L'esempio più evidente è quello che vedete nel grafico qui sotto.

Temi_2018_007.png

Anche nei giorni di recupero degli indici azionari, il costo del denaro a 2 anni negli Stati Uniti ha continuato a salire: è stato il rialzo settimanale più ampio degli ultimi 11 mesi.

Ma non basta: guardate qui sotto, e vedrete che adesso a 2 anni il denaro negli Stati uniti costa più di quanto costava PRIMA della Grandi Crisi Finanziaria. Questo sono livelli di rendimento molto, molto significativi: per quanto ancora il Treasury a 10 anni potrà rendere il 2,85% con il 2 anni a 2,20%, se non in presenza di una ... recessione?

Lasciamo al lettore di valutare quanto siano ampie, e profonde, le implicazioni di questo profondo cambiamento del quadro finanziario.

Temi_2018_008.png

Non è la solita "correzione"

Molti hanno scritto nell'ultima settimana a proposito di un "cambiamento di regime" a proposito dei mercati finanziari. Noi stessi, in "The Monting Brief" la settimana scorsa abbiamo fornito ai nostri Clienti elementi di valutazione, a proposito del tema "correzione delle Borse". Quella in corso è una semplice "correzione", oppure è qualche cosa di diverso? E' finita la "estrema compiacenza"?

Il grafico che segue, che è vecchio di sette giorni, documenta che a venerdì scorso, 9 febbraio, la caduta dell'indice della Borsa di New York era stata sia più rapida, sia più ampia, di quelle delle precedenti "correzioni" (la linea di colore rossiccio). Non abbiamo disponibile il grafico aggiornato a ieri venerdì 16 febbraio, ma è chiaro che il recupero del 50% della discesa ci ha riportati "nella norma". Resta però del tutto da decidere se gli indici seguiranno, nelle prossime settimane, la linea di colore più scuro oppure la linea di colore più chiaro.

Temi_2018_006.png

I temi del 2018: cosa determinerà le vostre performance

Ogni conclusione, ricavata dalle ultime tre settimane di mercato, sarebbe non solo azzardata ma prematura. Difficile dire, oggi, come operatori privati ed istituzionali reagiranno allo shock della "correzione di Borsa".

La sola cosa che in Recce'd ci sentiamo di dire è che, probabilmente, adesso tutti terranno gli occhi bene aperti sulla realtà: il sogno è svanito.

E proprio partendo da qui, è possibile individuare i cinque temi che determineranno la performance dei vostri portafogli e dei vostri investimenti nel 2018 (solo un mese fa, non si sarebbero potuti individuare così chiaramente). Come vedrete leggendo, ci sarà ... da divertirsi.

TEMA NUMERO 1: IL DEBITO. Il debito, improvvisamente, torna a contare: se ne parla, se ne scrive, si commenta. Solo un mese fa, il tema "debito" nei commenti delle banche globali di investimento di fatto non esisteva. Oggi, forse è il tema che viene citato più spesso.

Temi_2018_005.png

TEMA NUMERO 2: LA VOLATILITA'. Bentornata volatilità: quella volatilità che è normale, fisiologica, propria della natura dei mercati finanziari. In questo senso, il 2017 è stato un anno eccessivo ed abberrante, nel senso che molti investitori, anche finali, si sono fatti convincere che "si sarebbe andati avanti così per sempre". Molti pensavano "ci vorrà una vita perché qualcosa cambi", ma sono state sufficienti due settimane, dieci giorni di mercato. Il problema oggi diventa: come si gestisce il portafoglio titoli in presenza di una normale volatilità di mercato? Come vedete qui sotto, la variazione media giornaliera dell'indice S&P 500 è aumentata rispetto ai livelli minimi del 2017, ma dovrà aumentare ancora solo per tornare alla sua media storica (dal 2013, quindi già in epoca di QE). E non è detto che si fermi poi a quel livello: noi ad esempio la stimiamo ben più in alto nei prossimi mesi.

Temi_2018_004.png

TEMA NUMERO 3: LE PREVISIONI. Il 2018 sarà l'anno nel quale gli investitori si confronteranno con le revisioni alle previsioni di consenso: nel 2017, questo elemento è mancato, nel senso che sia le previsioni per gli utili sia quelle per la crescita del GDP sono state confermare. Ma questa ovviamente è l'eccezione, e non la regola. Come si gestisce il portafoglio titoli quando le previsioni cambiano? Le previsioni per gli utili sono sostenibili, se queste sono le previsioni per la crescita dell'economia? Oppure, sono semplicemente ... "una bolla"?

Temi_2018_002.png

TEMA NUMERO 4: VALUTE IN GUERRA? In poche settimane abbiamo visto salire alle stelle la tensione sui cambi, sia sui mercati sia nei toni del politici. Aspettiamoci grandi sorprese da questo punto di vista: come vedete qui sotto, l'indice di volatilità FX dei cambi è risalito dai minimi ma ha ancora molta strada da fare, anche soltanto per ritornare ai livelli del 2016.

Temi_2018_003.png

TEMA NUMERO 5: BANCHE CENTRALI DIETRO LA CURVA? Sarà questo il primo anno, dal 2007, nel quale i Banchieri centrali saranno costretti, dai fatti, a rincorrere ed utilizzare toni più duri (less dovish, meno accodanti e protettivi) nelle loro dichiarazioni? Come vedete sotto, alcuni la vedono in questo modo.

Temi_2018_001.png

Sentirsi stupidi (parte 2)

Mentre Recce'd ieri, domenica 11 febbraio,  scriveva e pubblicava il Post su Ray Dalio che precede questo, il Financial Times intervistava il principale collaboratore dello stesso Dalio: il suo Capo degli Investimenti Bob Prince.

Oggi abbiamo letto questa intervista: dove Prince smentisce il suo boss. Qui sotto il testo originale, selezionato per voi.

  • The world’s biggest hedge fund has warned that global markets are entering a new era of volatility as the world adjusts to higher interest rates after a decade of ultra-loose monetary policy. Bob Prince, co-chief investment officer at Bridgewater, said last week’s market turbulence, which helped trigger record outflows from global stock funds, was set to continue.
  • "There had been a lot of complacency built up in markets over a long time, so we don't think this shakeout will be over in a matter of days,” Mr Prince, who runs Bridgewater’s $160bn of investments alongside the fund’s founder Ray Dalio, said in an interview. “We'll probably have a much bigger shakeout coming."
  • “Last year equity markets had a free run. But this year we are going from central banks contemplating tightening policy to actually doing it,” Mr Prince said. “We will have more volatility as we are entering a new macroeconomic environment.”

Ma non basta: le "cattive notizie" non viaggiano mai da sole. Ci si mette pure Goldman Sachs, quella di Cohn, quella di Mnuchin, quella che "l'ottimismo è il sale della vita".

wk_2_feb_021.png

Brian Levine, co-head of global equities trading at Goldman Sachs, on Friday sent out an email to the investment bank’s bigger clients that also warned that the market probably still has not hit its bottom. “Historically shocks of this magnitude find their troughs in panicky selling,” he said in the email, seen by the FT. “I’ve been amazed at how little ‘capitulation selling’ we’ve seen on the desk . . . The ‘buy on the dip’ mentality needs to be thoroughly punished before we find the bottom.”

E quindi? Quali conclusioni?

  1. While Mr Prince doubted inflation would become a real problem, he expected central banks to start draining the global economy of some of the trillions of dollars they have pumped into the financial system in recent years — further challenging the post-crisis bull market.
  2. That meshes with the view of Mr Levine at Goldman Sachs, who said that “longer term, I do believe this is a genuine regime change, one where you sell-the-rallies rather than buy-the-dips”. However, Mr Prince expects global growth will stay on track despite tighter monetary policy and more turbulent markets. “The real economy will outperform financial economy this year, the opposite of what we've seen in recent years,” he said.

Sentirsi stupidi (parte 1)

wk_2_feb_020.png

L'uomo sorridente della fotografia qui sopra è uno dei Grandi del nostro tempo e del nostro mestiere.

Ray Dalio è il fondatore di Bridgewater, la più grande Società di Fondi Hedge del pianeta. Un vero gestore. Di più: un uomo che nel nostro tempo ha definito che cosa è, in realtà, un gestore di portafoglio.

Per questa ragione, come potete facilmente immaginare, quando due settimane fa a Davos ha dichiarato che "In questo mercato, chi ha in portafoglio molto cash si sentirà piuttosto stupido", noi tutti di Recce'd ci siamo immediatamente sentiti degli stupidi; "le cose vanno così bene, che i mercati non potranno che scappare via al rialzo", diceva Dalio in questo video.

  • "We are in this Goldilocks period right now. Inflation isn't a problem. Growth is good, everything is pretty good with a big jolt of stimulation coming from changes in tax laws," Ray Dalio told CNBC on Tuesday from the World Economic Forum in Davos, Switzerland.
  • The investor said we're in the late part of the cycle and predicts we will see "a market blowoff" rally, fueled by cash from banks, corporations and investors

Dopo sole due settimane, sono (ovviamente) numerosi gli organi di stampa che ... gli hanno fatto scontare quella frase, con titoli molto pungenti. Capita a tutti.

Non è questa la nostra intenzione: ne scriviamo, ma per un motivo del tutto diverso.

Risulta che i Fondi Hedge di Dalio hanno appena (settimana scorsa) triplicato le loro posizioni SHORT (al ribasso) sull'equity Europa. Che adesso sono le più grandi della storia di Bridgewater. E Goldilocks, che fine ha fatto, Ray?

Ci serve di mettere in evidenza questo fatto, per spiegare ai Clienti perché in Recce'd leggiamo tutte, tutte, tutte le notizie, ma poi non andiamo, mai e per nessun motivo, dietro a "quello che si dice in giro".

Italia: potrebbe somigliare al VIX?

Sanremo_001.png

In un Paese nel quale la metà del pubblico televisivo segue il Festival di Sanremo, è evidente che non esistono grossi problemi. Non ci sono motivi di grande apprensione. Il pubblico televisivo è spensierato.

Si mercati finanziari? La stessa cosa. IL BTp a 10 anni rende meno di un Treasury USA a 10 anni. E non di poco: del 30% circa. E la Borsa resta appesa a quota 22.000 punti.

Sanremo_003.png

Tutto bene quindi? Secondo gli articoli che leggiamo sui quotidiani, è così: non esistono ragioni immediate per preoccuparsi.

Ne scriviamo per una ragione: perché sono situazioni già viste. Ricordiamo a chi ci legge che quando le cose si muovono, tutto accade poi molto rapidamente. Avete visto cosa ha fatto l'indice VIX dopo 12 mesi di "morte apparente"?

Sanremo_002.png

Quelle differenze che ...puff! ... svaniscono in una notte

Gli investitori finali hanno sempre e comunque ragione. Bombardati dalle Reti di vendita, ossessive nel loro spingere i prodotti (ed il rischio), e dai mezzi di informazione, spesso male informati e a volte anche con una funzione di "supporter" per l'Industria dei Fondi, si ritrovano in situazioni emotive molto complesse.

Aggravate da mercati che a volte (è successo nel 2017) cadono in situazioni di vera e propria isteria.

L'investitore finale allora che cosa fa? Si affida a quelli che ritiene essere punti fermi, e dice "i risultati parlano chiaro!".

Il Cliente legge di performance del 4-5-6%,  e (comprensibilmente) immagina quei soldini, tutte quelle monetine, tintinnare nelle proprie tasche, e si dice "guarda che cosa mi sono perso per strada".

Beh, non necessariamente. Purtroppo, come dicevamo, siamo in un contesto di mercati portati all'estremo: ai nostri Clienti, lo abbiamo ripetuto in centinaia di occasioni.

In mercati estremi e isterici, situazioni, risultati e performances  si possono ribaltare anche nello spazio di due settimane, come racconta il grafico che segue, ricavato dal sito di Morningstar (potete fare voi stessi i confronti che preferite, quindi).

Nel grafico si cita il Fondo di Fidelity proprio perché Fidelity è stata premiata per gli ultimi quattro anni da Morningstar come "migliore Società di Fondi Muti-asset". Non c'è quindi la minima intenzione di esaminare, nello specifico, i prodotti di quella Casa (non avremmo sufficienti informazioni): si tratta, più semplicemente, di un esempio, come molti altri che si sarebbero potuti fare.

Il grafico vi racconta che quella che due settimane prima sembrava una distanza incolmabile, di colpo non lo è più. Anzi: non c'è più.

Morningstar_2018_005.png

Detto tutto questo, quali sono i nostri suggerimenti pratici all'investitore?

CONSIGLIO NUMERO 1: valutate sempre le performances, i risultati degli investimenti finanziari, con riferimento al periodo nel quale sono maturate, ed alle ragioni per le quali le performances in questione sono quelle che sono; in periodi di elevato stress, NON prendete mai decisioni definitive sui vostri investimenti

CONSIGLIO NUMERO 2: non affidatevi alle GPM ed ai prodotti come i Fondi Comuni: il grafico sopra vi illustra che molto semplicemente questi signori vi metteranno ... esposti a tutti i venti dei mercati. Non è un lavoro, quello: è solo utilizzare i soldi del Cliente per stare poi a vedere, in modo passivo, che cosa succederà, senza mai lavorare.

CONSIGLIO NUMERO 3: adottate sempre una prospettiva temporale più ampia, come quella del grafico che segue, per valutare le performances: il grafico sotto è identico nella costruzione a quello più in alto, ma si estende non per uno bensì per 3 anni. Periodo nel quale, se eravate Clienti

  1. avete ottenuto zero
  2. siete stati per ben tre anni del tutto esposti ad un crollo dei mercati
  3. avete pagato come minimo il 7,5% di commissioni

In sintesi il nostro consiglio pratico è uno solo: aprite gli occhi e ragionate con la vostra testa.

Recce'd può fare di meglio, e molto di meglio, per i vostri investimenti.

Morningstar_2018_006.png

Buy the dip!

Beh, adesso ... se lo ricomperano, no? Erano tutti lì, prontissimi ed anzi frenetici, a comperare ogni più piccolo ribasso della Borsa di New York ...

... che fine hanno fatto?

wk_2_feb_017.png

Ma di certo da lunedì 12 febbraio si compereranno indietro tutto, come sempre. Non ci sono dubbi: anche perché "gli utili crescono a due cifre". Ed infatti, come vedete sopra, il famoso P/E dopo i cali recenti è sceso da 24 a 20,3 (se utilizziamo gli utili già comunicati) oppure a da 18,5 a 17 (se utilizziamo le stime, i dati attesi, per gli utili dei prossimi 12 mesi.

A meno che ...

wk_2_feb_018.png

A meno che venga magari qualche dubbio.

Gli investitori del 2017 credevano CIECAMENTE al fatto che le stime degli utili sarebbero state confermate. Senza il minimo dubbio. E si dava ZERO importanza al fatto che (le frecce verdi) i dati 2017 erano fortemente condizionati da una base di confronto molto, molto favorevole).

Va anche detto che (il cerchietto in blu) le stime 2018 sono molto, molto, molto aggressive, anche tenendo conto dei "tagli alle tasse di Trump (che infatti, nel 2019, spariranno come vedete nel grafico).

Ma i nostri Piccoli Eroi della Borsa, spinti da CNBC e Jim Cramer, non avranno paura di nulla neppure stavolta, e soprattutto non avranno il minimo dubbio, e non si faranno spaventare dal fatto che la storia ci insegna che nel corso di un anno le aspettative per gli utili possono cambiare drammaticamente, come documento qui sotto il grafico. Nessun dubbio: buy the dip?

wk_2_feb_019.png

Parole utili? (parte 2)

Un vero diluvio: di distinzioni, di mani avanti, di "non saprei". Si è scatenata l'intera industria dei media, impegnatissima a spendere la parola "correzione" sullo spunto dei recenti cali degli indici di Borsa.

Noi abbiamo evitato di aggiungere troppe parole a questo diluvio di commenti. Ma è opportuno puntualizzare.

Solo un investitore molto, molto ingenuo potrebbe credere che i fatti delle ultime settimane sono semplicemente una "correzione" di Borsa.

wk_2_feb_016.png

Banca Pictet, ad esempio, stamattina dice che c'è stato un "cambiamento di regime". In primo luogo, si tratta di un cambiamento di psicologia: investitori individuali ma pure molti investitori istituzionali nel 2017  si sono convinti di vivere in un film di favole, come "La-La land": ed infatti si sono registrati nel 2017 una serie di record, tra i quali spicca "il più lungo periodo di sempre senza un ribasso del 5%" per l'indice della Borsa USA. A mente fredda, sembra impossibile che una ampia fetta di investitori sia stata così ingenua, ma i fenomeni di auto-convincimento sono più forti proprio quando si accompagnano con un effetto-gregge. Si crede quello che si VUOLE credere.

Selezionando nel diluvio dei commenti, noi oggi proponiamo in estrema sintesi solo qualche frase, che ci è sembrata particolarmente azzeccata ed efficace. Tutto ciò che è rilevante, ci pare si possa trovarlo nelle poche frasi che seguono, che quindi descrivono ciò che dovremo affrontare insieme nelle prossime settimane e mesi:

  • “Last year was really an aberration and not a normal year. We got accustomed to it, no doubt, but then La La Land is generally a comfortable place,”
  • “I was talking to somebody today who said, ‘why are the markets acting so abnormal?’ My response for the first time in a long time was that the markets are acting a bit normal,”
  • “We’re moving through a type of sound barrier. On the way down, there was some instability as investors had to reposition their portfolios in the zero interest rate world. What’s occurring now through the leadership of the Fed is higher rates will meaningfully disrupt asset allocations,”
  • “The lack of fundamental value in either bonds or stocks is the greatest risk. All markets must eventually come back to attractive value and this is a very, very long way down for both stocks and bonds. The broad economy and corporate profitability are both strong, and that’s important, but value is what provides the best support and it’s nowhere to be seen.”
  • (...) the brunt of complaints over easy monetary policy have mostly come from fixed-income investors, who have complained that negative to low interest rates brought about by the use of quantitative easing have crowded out private investors, pushing them to the riskiest corners of the bond market in pursuit of incrementally higher returns. In the backdrop of QE, yield-hungry investors snapped up dicey debt in emerging markets as far as Turkmenistan, while money managers have shown a renewed thirst for bundled securities like collateralized debt obligations, which tend to offer higher yields than their plain vanilla constituents but served as ground zero for the 2008 global financial crisis

Tirare righe su un foglio di carta serve a qualche cosa?

wk_2_feb_015.png

Quando eravamo nella zona che abbiamo evidenziato in giallo, TUTTI gli esperti di analisi tecnica, e TUTTI quelli che si riempiono la bocca con il "trend", dicevano ai Clienti che "il trend al rialzo è intatto". Nessun dubbio, lo dice il grafico.

Oggi, tra questi parlano in pochi, e sono ancora meno quelli che scrivono. Quelli che sono più disciplinati, ed onesti sul piano professionale, scrivono che "il trend ha subito dei danni".

Anche in questo caso, come in molti casi precedenti, a noi sembra che questo tipo di attività sia non solo inadeguata a prendere decisioni sugli investimenti, ma pure in buona sostanza una perdita di tempo.

Naturalmente, ogni lettore deciderà poi per il proprio interesse.

Parole inutili? (parte 2)

Nel primo Post di questa serie, che leggete poco più in basso, abbiamo riportato le parole del Chairman uscente della Federal Reserve, Janet Yellen, sui mercati finanziari.

Oggi, riportiamo le parole pronunciate da tre Governatori in carica.

Se le leggete con attenzione, ed un pizzico di astuzia, ci trovate una serie di anticipazioni su ciò che stiamo per vedere ed affrontare. I commenti di Dudley Bullard e Kaplan si riferiscono, ovviamente, alla forte impennata della volatilità.

  • Having a bump like this has virtually no consequence in my view of the economic outlook,” New York Fed President William Dudley said Wednesday at an event in New York. “My outlook hasn’t changed because the stock market is a little bit lower than a few days ago. It’s still up sharply from where it was a year ago.”
  • “That said, if the stock market were to go down precipitously and stay down, then that would actually feed into the economic outlook and that would affect my view in terms what’s the implications for monetary policy,” he said.

Due le cose importanti qui, e precisamente: il fatto che "non c'è ragione di agitarsi, è successo così poco" (frase tristemente già ascoltata in passato) e poi il fatto che si  riconosce che potrebbero essere i mercati stessi, a provocare un rallentamento delle economie (e non viceversa).

  • Dudley also raised questions about whether some financial products tied to market volatility were well put together. “Some of these VIX products, I think, people now are going to look at this with the benefit of hindsight and say, ‘Were these really well designed?’,” he said. “This wasn’t that big a bump in the equity market and these products actually blew up.”

Qui sopra, leggete che il problema degli strumenti SHORT sull'indice VIX è soltanto un problema circoscritto: ricordiamo parole molto simili, nell'estate del 20007, per i due Fondi Monetari di Paribas, dai quali parti poi una lunga catena di reazioni.

  • Dudley’s views were largely shared by his fellow central bankers who were not surprised by the swoon because they’ve considered stock valuations stretched for a while. The steep price decline also shows scant signs so far of posing much of a risk to the stability of the financial system or the durability of the economic expansion.
  • Speaking Tuesday in Lexington, Kentucky, St. Louis Fed President James Bullard called the downturn “the most predicted selloff of all time.” While the central bank is sometimes seen as stepping in to protect investors from steep market declines with a “Greenspan put’’ or a “Bernanke put’’ named after former chairs, Bullard said the Fed isn’t focused on helping markets so much as reacting to the same data.

Qui sopra, potete rileggere frasi rassicuranti come avete certamente letto in centinaia di occasioni (sempre le stesse, sia che le cose andassero bene, sia che le cose andassero meno bene): "pochi segnali fino a questo momento ... che sia messa in pericolo la tenuta nel tempo della crescita economica". Frasi già sentite: ma andiamo avanti.

  • “Corrections are healthy” after extended rallies, Dallas Fed President Robert Kaplan said Wednesday in Frankfurt. “What I look at is whether it has implications for financial conditions or the health of the underlying economy and I would say, I don’t think so.
  • ”To the extent the markets see something that is different from what the Fed sees, it is important information,” he said. “It is not so clear to me here that there is a story like that -- that the U.S. economy is not as robust as we thought it was.”
  • Dudley was even more dismissive. “So far this is a big story in the press,” the New York Fed chief said at an event sponsored by Thomson Reuters Corp. and the European American Chamber of Commerce. “It’s a big story for financial market participants. But I don’t think it’s a big story at all for central bankers.”

Per i banchieri centrali, dunque, questa oggi NON è una "big story", ha appena detto Dudley. Ma soprattutto leggendo i primi due paragrafi qui sopra che troviamo il punto che sta al centro di tutto: "se i mercati ci dicono qualche cosa che non non abbiamo visto, allora quella è una cosa importante; ma i fatti di questi giorni NON ci dicono che l'economia è meno forte di ciò che noi pensiamo".

Perfetto ma ... avevamo letto, solo poche righe più in alto, che proprio un calo dei mercati potrebbe rendere l'economia meno forte. C'è qualche cosa che proprio non convince, qui. E questo è un rischio.

"Era un guadagno sicuro. Fino a quando ... non lo era più"

La frase del titolo è un CLASSICO dei commenti ai mercati finanziari: "è sicuro che le Borse saliranno" fino al giorno che ... non è più sicuro

VIX_2018_004.png

Le conseguenze possibili di una violenta impennata della volatilità (ad esempio, il VIX da 9 a 40) vanno molto oltre il calo dell'indice S&P 500, specie dal punti di vista delle Autorità Monetarie che dovrebbero garantire la stabilità del sistema finanziario.

Nei primi due giorni della settimana in corso, ad esempio, la stampa specializzata ha dato ampio risalto al fatto che due ETF che scommettevano SHORT sull'indice VIX hanno, di fatto, smesso di operare bloccando i disinvestimenti. Il colosso BlackRock ha immediatamente chiesto un intervento normativo a protezione di questa categoria di strumenti.

VIX_2018_002.png

L'episodio ci pare che meriti attenzione per una ragione che noi illustrammo  sei mesi fa in un Post che discuteva delle affermazioni dei Banchieri Centrali, secondo cui "oggi il sistema finanziario è molto più stabile rispetto al 2008". Recce'd crede che le cose non stanno così: sia perché una risposta concreta a questa domanda sarà possibile solo quando ci confronteremo con la prossima crisi, sia ma soprattutto perché le Banche Centrali oggi come allora NON CONOSCONO i mercati finanziari nel dettaglio.

Gli ETF che investono SHORT sul VIX sono il classico esempio. C'è stata, nel corso del 2017, una prolungata insistita, eccessiva ed evidente corsa al ribasso dell'indice VIX, spinta proprio dal flusso di investimento in questi strumenti. Non solo degli investitori privati: anche e soprattutto dei Fondi, dei Fondi Hedge, e delle stesse banche di investimento. "Era un guadagno sicuro. Finché ... non lo era più".

“In the short term I think volatility can remain elevated and the VIX as well. There have been so many persistent volatility sellers for such a long time that the market has been seriously out of balance for a while.

VIX_2018_003.png

Lo avevano visto tutti, e lo sapevano tutti: perché allora le banche Centrali fino alla metà di gennaio andavano per il Mondo ripetendo che "non c'è alcun segnale di bolla"? La risposta è semplice: le Banche Centrali come hanno sempre fatto negheranno fino ad un momento prima dell'esplosione che ci sia una bomba pronta ad esplodere, per un malinteso senso del dovere sempre "tranquillizzare gli investitori" che non corrisponde però ad una capacità adeguata di disinnescare le bombe in questione.

Ovvio che non stiamo parlando solo degli ETF sul VIX SHORT: parliamo anche, e soprattutto, dei comparti investiti dalla furia di chi andava alla "caccia al rendimento" disinteressandosi del tutto della qualità dell'investimento stesso. Comperare per comperare, come se fosse tutto un Bitcoin: per non "rimanere indietro".

Noi vogliamo segnalare ancora una volta che fatti come questi, in un mercato come quello di oggi, esistono: e si possono ripetere. Un rischio non misurabile, un problema generalizzato a tutte le classi di attività che ormai è evidente a quasi tutti, come testimonia qui sotto il noto gestore Diggle.

“The lack of fundamental value in either bonds or stocks is the greatest risk,” Diggle said. “All markets must eventually come back to attractive value and this is a very, very long way down for both stocks and bonds. The broad economy and corporate profitability are both strong, and that’s important, but value is what provides the best support and it’s nowhere to be seen.”

Both sovereign and corporate bonds are expensive, though sovereign bonds “set the floor," Diggle said. U.S. yields “have moved off that floor now," but Japan and Europe are still firmly on it, he said.

“I’ve no idea how to trade a market like this, equities are as expensive as they have been only three times in the last 100 years: the 1920s and late 1990s and now,” he said. “And bonds are more expensive than at any time in recorded history. Possibly they were this low during the Black Death in the 1340s -- data for the period is not great.”

Parole utili? (parte 1)

Allo scopo di non annoiare i lettori con ripetizioni inutili, invitiamo chi fosse interessato ad un nostro commento sui fatti degli ultimi giorni sui mercati di tutto il Mondo a rileggere:

  1. le nostre più recenti osservazioni sulla valutazione delle Borse nella serie intitolata al "Cappellaio Matto"
  2. la nostra serie di fine anno "I temi di mercato del 2018"
  3. la nostra serie dell'ottobre 2017 "Stiamo per fare la storia. Ed anche le performances di Recce'd"
  4. la nostra serie di settembre "Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017?"

Parole inutili? (parte 1)

L'ormai ex Chairman della Federal Reserve Janet Yellen ha detto oggi domenica 4 febbraio alla tv americana quanto segue.

“Well, I don’t want to say too high. But I do want to say high,” Yellen said on CBS’s “Sunday Morning” in an interview recorded Friday as she prepared to leave the central bank. “Price-earnings ratios are near the high end of their historical ranges.”

Commercial real estate prices are now “quite high relative to rents,” Yellen said. “Now, is that a bubble or is it too high? And there it’s very hard to tell. But it is a source of some concern that asset valuations are so high.”

La stessa Yellen ha poi aggiunto, come a dimostrare che il problema era stato preso in esame in modo molto concreto:

“What we look at is, if stock prices or asset prices more generally were to fall, what would that mean for the economy as a whole?” Yellen said. “And I think our overall judgment is that, if there were to be a decline in asset valuations, it would not damage unduly the core of our financial system.”

Suggeriamo a tutti gli investitori di farsi questa domanda: perché queste frasi sono state pronunciate proprio nel giorno successivo alla sua uscita dal Board della Fed? E perché non furono dette, ad esempio, 12 mesi fa?

Una storia da reinventare (parte 2)

Ma se non vendiamo più azioni, almeno venderemo obbligazioni?

Ma come si fa a vendere obbligazioni, adesso?

wk_2_feb_0010.png

Immaginate la scena: lunedì mattina, tutti i Fondi Comuni obbligazionari in negativo da inizio 2018, con perdite del 4% sui titoli a 10 anni negli Stati Uniti e di poco inferiori sui Titoli di Stato tedeschi. Nei Fondi Pensione, nei bilanci delle assicurazioni, nei bilanci delle banche. Hai voglia, a parlare della cedola che darà il 2% ma in un anno.

E non parliamo poi dei Fondi Comuni High Yield.

wk_2_feb_009.png

"Ragazzi, che facciamo?" "Teniamo duro?" "Vendiamo tutto?".

E' legittimo chiedersi chi sarà, a mettere ordini di acquisto nel sistema, lunedì.

Borse senza importanza

Tutti i titoli dei TG e dei quotidiani parlano di Borsa. Sempre e solo di Borsa.

wk_2_feb_007.png

Lo fa anche il Presidente Trump, d'altra parte: anche nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, per misurare "l'aumento di ricchezza" dei cittadini USA, ha fatto i conto solo ed unicamente sulla Borsa. Per Trump, ed è evidente, le obbligazioni hanno poco appeal, sono poco sexy, non sono suo benchmark. Non sono twittabili: ed infatti, il Presidente "non è preoccupato".

Questo stato delle cose crea una grave stortura.

Recce'd scrive in questo Blog da un anno che il punto centrale sono le obbligazioni. Non siamo gli unici. Ovviamente.

Ci torniamo anche oggi, per chiarire a chi ci legge che perdere tempo a seguire gli alti e bassi di Borsa, in questo momento, non è una buona idea, se volete fare le scelte giuste nel vostro portafoglio di investimenti.

Molto meglio guardare altrove.

wk_2_feb_003.png

Nessuno oggi è in grado di misurare, stimare, anticipare quali saranno le implicazioni di un rialzo marcato dei rendimenti obbligazionari. Sui bilanci delle banche, nel settore dei mutui, nel settore delle obbligazioni High Yield, sulle economie Emergenti, sul Giappone, sui cambi tra le maggiori valute. E l'elenco potrebbe continuare.

La sola cosa certa è questa: il domino, si è messo in moto. Porterà alla rottura della bolla di sapone nella quale i mercati finanziari sono rimasti per tutto il 2017? I dati del gennaio 2018 sembrano dire di sì.

Come finirà? Oggi, chi non ha solidi strumenti di valutazione è in grandissima difficoltà. E non potrà avvantaggiarsi neppure delle correlazioni tradizionali (se le Borse scendono, le obbligazioni recuperano) perché come ha fatto notare venerdì Deutsche Bank tutto è correlato con tutto, e tutto va nella medesima direzione. Allacciate le cinture.

wk_2_feb_008.png

Una storia da reinventare (parte 1)

Adesso come faranno, a vendere ancora la Borsa? E a chi? C'è tutta una storia che dovrà essere reinventata.

Era facile spingere le Borse, fino a che si poteva presentare il grafico con una bella riga dritta che sale. E dire che non si perde mai, che non si rischia mai nulla. E che tutti guadagnano.

Era facile, dire "io non ci credo che possa cambiare il vento così, all'improvviso". Oggi 3 febbraio però il Sole 24 Ore scrive che "Il vento è cambiato", e questo non aiuta.

wk_2_feb_002.png

Era facile dire "Hai visto di quanto è salta la Borsa di Milano da inizio anno?". Ma oggi, con le Borse europee in negativo da inizio anno, e sullo stesso livello di prezzo di maggio 2017, l'argomento non è più così spendibile.

E neppure più il Bitcoin ci aiuta a tenere alto il morale. Ricordate solo un mese e mezzo fa, quando vi dicevano "Figurati se lo rivediamo a 8000 dollari!"?

wk_2_feb_001.png

Il punto sulla crescita economica (parte 2)

Abbiamo richiamato la vostra attenzione su questo tema già qualche settimana fa. Oggi ci torniamo, dopo avere visto i dati USA per il quarto trimestre del 26 gennaio 2018, e quindi anche la media del 2017.

Quasi ogni giorno, su tutti i mezzi di informazione leggiamo che la crescita economica "va alla grande", affermazione che ovviamente va bene per i titoli dei giornali, ma non per gli investitori, che debbono sempre fare grande attenzione ai dati e sapere distinguere le notizie autentiche dalle cosiddette "fake news"

wk_feb_010.png

Il recente aumento del tasso di crescita dell'economia USA, che vedete nel grafico qui sopra, non è una totale invenzione: ma è stato enfatizzato (anche per scelta della Amministrazione Trump) MOLTO al di là della realtà.

Il dato più forte, quello più significativo, riguarda i beni durevoli, e la componente degli investimenti delle aziende.

wk_feb_008.png

La riga di colore giallo comprende gli aerei, e per questo fa dei grandissimi salti, su e giù: la riga di colore rosso, che invece è al netto degli aerei, è quella significativa. Il grafico include il dato di venerdì scorso, e NON mette in mostra alcun particolare incremento.

Ma il dato più forte, quello più significativo, sta nel grafico che segue (che Recce'd aveva già presentato in passato) che voi stessi potrete recuperare sul Web.

wk_feb_014.png

Voi leggete sui quotidiani che "Trump ha fatto salire del 10% gli investimenti USA nell'ultimo anno", ed è vero (circoletto in blu a destra): è anche vero, però, che si partiva da un livello molto basso, ed è altrettanto vero che, espressi in dollari USA (circoletto in blu sulla sinistra), oggi gli investimenti NON hanno ancora superato i massimi del passato (2000, 2008, e 2011: tre anni che ... non furono proprio fortunati per chi investe).

Considerazioni analoghe possono essere fatte per ciò che riguarda la crescita economica in Eurozona, che analizzeremo in un altro Post. Ricordate, comunque, che le previsioni spesso sono state poi rettificate, anche nel recente passato, ed anche nel 2018 si potrebbero vedere grandi variazioni nelle aspettative.

Il Cappellaio Matto ci porta nel Paese delle Meraviglie (parte 2)

Leggendo sui quotidiani il resoconto della riunione di Davos (World Economic Forum) si ha davvero la sensazione di vivere nel Paese delle Meraviglie. Racconta Bloomberg:

The global elites have rediscovered their animal spirits. As the World Economic Forum drew to a close in the Swiss ski resort, the overarching mood of the executives, policy makers and investors was that their economies are in fine shape and that stock markets have every reason to extend their run. "Let’s celebrate what could go right for the moment because we are in a sweet spot," International Monetary Fund Managing Director Christine Lagarde said on the closing panel discussion. The Standard & Poor’s 500 Index has gained about a quarter since the start of 2017 and the IMF is forecasting the strongest worldwide economic growth this year since a brief post-recession bounce in 2011. Some 57 percent of executives polled by PricewaterhouseCoopers LLP saw the economy improving in 2018, about double the number of a year ago. The rise of cryptocurrencies was evident in the Swiss town both in conference sessions and on the promenade where companies rent shopfronts to promote their wares.

Questo brano cita tre fatti, a supporto del dilagante ottimismo in Davos, e precisamente:

  • la Borsa USA
  • le previsioni di crescita del FMI
  • la diffusione delle criptovalute

Un articolo che noi abbiamo evidenziato e messo da parte: sarà interessantissmo da rileggere a fine anno.

Ma entriamo un po' di più nel merito delle cose: partendo proprio dalla crescita economica (l'unico dei tre argomenti che è sostenibile), ed in particolare dalla crescita negli Stato Uniti. Ieri, 26 gennaio, abbiamo visto il dato per il quarto trimestre del 2017, e cosa abbiamo visto?

wk_feb_009.png

Come vedete qui sopra, nel 2017 NON si è visto nulla di eccezionale, per ciò che riguarda la crescita degli Stati Uniti: un periodo positivo, come altri ce ne sono stati negli ultimi cinque anni. Eppure se ne è parlato e scritto ogni giorno: poi la crescita 2017 del PIL è rimasta al 2,6% e per il 2018 tutti vendono il 2,7%.

In aggiunta, ai nostri Clienti, in settimana, abbiamo mostrato che le previsioni ufficiali per la crescita USA 2018, che si leggevano al gennaio 2015, ovvero tre anni fa, erano per una crescita al 2,7%. Lo abbiamo documentato durante la settimana.

E quindi?

Dei tre punti citati sopra da Bloomberg, questo era il solo argomento di qualche sostanza. I Bitcoin si commentano da soli (lo abbiamo fatto in precedenza nel Blog). La Borsa USA euforica, invece, è solo un riflesso, un miraggio nel deserto. Di certo, il comportamento della Borsa USA ha nulla a che vedere coi dati del grafico qui sopra.

Abbiamo già scritto, anche nel Blog, che ci sono gli interessi di tutta una industria, dietro al clima di euforia che oggi si esprime attraverso le ricerche delle banche di investimento ed anche gli articoli della tv e dei quotidiani ed alla riunione di Davos.

Il fatto si è già verificato in passato, nel recente passato, e anche oggi tutto si traduce nel "vendere aspettative" che nessuno, però, saprebbe esattamente come giustificare. Tipo la "New Economy" del 1999.

In questo modo, oggi si insiste sul fatto che "il FMI ha rivisto al rialzo le stime di crescita 2018" e nessuno (tranne i nostri Clienti) viene informato che nelle stime FMI per la crescita globale si è passati dal 3,8% al 3,9%, mentre per gli USA si è saliti ... al 2,7%, che è lo stesso dato che vedete sopra. Noi tutto questo lo abbiamo documentato ai nostri Clienti durante la settimana nel The Morning Brief, ma tutti i lettori potranno verificare facilmente anche via Web.

wk_feb_004.png

Il mercato viene manipolato, allo scopo di creare un clima euforico (grafico sopra). Un clima nel quale tutti di domandano "posso rimanere fuori solo io?". Sono troppo numerosi i dati che confermano questo stato di isteria collettiva, per elencarli nuovamente qui. Il risultato è che la Borsa USA (ma NON quella europea) ha ormai assunto un "andamento parabolico" che vedete qui sotto, con la distanza record tra l'indice e le sue medie mobili in gennaio.

wk_feb_012.png

In quanto gestori professionali di portafoglio, il nostro assoluto dovere professionale è quello di mettere in guardia i Clienti proprio in situazioni come queste, dove lo squilibrio tra opportunità di guadagno e rischi di perdita è enorme.

Come si dice, ci sono fasi di mercato nelle quali è necessario preoccuparsi non del ritorno SUL capitale investito, bensì de ritorno DEL capitale investito. Non è certo questo il momento di piangere sulle "mancate occasioni di guadagno": questo è il momento di chiedersi come proteggere il proprio capitale nella tempesta che, inevitabilmente, sta per manifestarsi.

Mai in passato come in questi preciso momento, gli investitori finali hanno l'occasione di fare grandi guadagni senza rischiare molto: semplicemente, aspettando che la bolla si sgonfi, e cavalcando proprio quel movimento al contrario. 

Come abbiamo già scritto nel Post precedente di questa stessa serie, il Cliente investitore oggi deve avere davanti a sé prima di tutto una evidenza concreta: siamo in un momento di mercato che NON HA ALCUN PRECEDENTE come racconta (tra i tanti già mostrati) anche il grafico che segue.

Un momento che ricorda da vicino l'Anno Duemila, ma con alcuni tratti in peggio, che ne aumentano la fragilità.

wk_feb_011.png